Scalate rosse

Elly Schlein, "ecco chi c'è dietro di lei": adesso si capisce davvero tutto

Elly Schlein "è il più perfetto prodotto da laboratorio liberal-radical-progressista e euro-atlantico: gauche al ragù e sociostile bourgeois-bohème", scrive Luigi Mascheroni nel suo articolo su "Gli insopportabili" su Il Giornale. Che ricorda che la Schlein, neo paladina del Pd e aspirante segretaria, è "cittadina americana, svizzera e italiana, figlia di luminari, un passaggio dal Dams così, per sfizio - volontaria nelle due campagne elettorali di Barack Obama, bisessuale, amazzone delle battaglie Lgbtq, una giovinezza trascorsa nella confort zone fra la Ztl e il ddlZan, famiglia dell'establishment ed ebrea aschenazita ma rigorosamente anti Israele - outfit da centro sociale senza mai averci messo piede, e frequentazioni che non si possono definire di ambito proletario. Perfetta per candidarsi a prossimo segretario del Partito democratico", ironizza Mascheroni.

 

 

Classe 1985, la Schlein "è bravissima. Ma ancora più brava è l'agenzia di comunicazione politica americana che l'ha presa sotto la sua ala: la Social Changes, famosa per aver curato le campagne digitali di molti candidati dem negli Stati Uniti, a partire da Barack Obama, e che è sbarcata da tempo in Italia con l'obiettivo di 'costruire una sinistra transnazionale in grado di battere la destra'".

 

 

Ma attenzione, conclude Mascheroni, i suoi amici sono: "Fabrizio Barca, Alessandro Zan, Gassmann, Sandro Veronesi, il regista Gabriele Muccino, la Boldrini, la Murgia, Concita De Gregorio, Daria Bignardi, la Michielin, Rula Jebreal e la Ferragni". Della serie, "dimmi chi sono i tuoi amici e ti dirò chi sei".