La strategia del Capitano

Salvini si riprende l'immigrazione: il piano per risalire nei sondaggi

Fabio Rubini

Per settimane Matteo Salvini è stato descritto come il leader suonato di un partito in caduta libera. In politica però - è un vecchio insegnamento di Umberto Bossi - i voti non si contano, si pesano. E quelli che il Carroccio ha portato in dote al Centrodestra, a scorrere la lista dei ministeri, sono stati ritenuti belli pesanti dal neo premier Giorgia Meloni. Cinque ministeri politici - tra l'altro tutti retti da lombardi - più uno nel quale si è insediato un "tecnico" d'area. Eccolo il bottino che Salvini ha portato a casa in queste settimane fatte di mediazioni tra alleati e di poche e ben selezionate parole pubbliche. Ché a far slittare la frizione - Berlusconi insegna - è un attimo. E rompere gli equilibri e i risultati faticosamente raggiunti, pure. Come ha ricordato lo stesso Salvini: «Qualche discussione c'è stata ma sono state le consultazioni più veloci della storia, un governo nato in poche ore per durare cinque anni».

UNO-DUE CONTRO LE ONG
Il primo dato da evidenziare è che la Lega si riprende il tema della lotta all'immigrazione selvaggia. Matteo Piantedosi agli Interni e Matteo Salvini alle Infrastrutture e Mobilità è un "uno-due" da mandare ko Ong e trafficanti vari. Piantedosi è sì un tecnico, ma è pur sempre il capo di gabinetto che all'epoca del governo gialloverde - con Salvini agli Interni scrisse i decreti sicurezza che diedero un giro di vite significativo agli sbarchi selvaggi. Decreti che, riveduti e corretti, verranno certamente riproposti. Salvini a questo giro avrà invece le Infrastrutture e Mobilità, che al netto dei cantieri sui quali ragioneremo a breve, significa avere il controllo della Guardia Costiera, altro tassello fondamentale per frenare l'immigrazione. Una delega quest'ultima che, contrariamente a quanto era circolato in giornata, non finiranno al neonato ministero del Mare, ma resteranno in pancia alle Infrastrutture. Insomma Salvini proverà a salire metaforicamente sulle motovedette per tornare ad essere "il Capitano", frenare gli sbarchi e invertire le tendenze elettorali della sua Lega.

Un intento che Salvini ha ben sintetizzato poco dopo l'uscita dal Quirinale: «Siamo pronti a prendere per mano il nostro splendido Paese».
Quasi superfluo, invece, spiegare l'importanza di un ministero come quello di Economia e Finanza finito nelle mani del varesino Giancarlo Giorgetti. La sfida, in un momento complicato come quello attuale, è da far tremare i polsi. Anche qui, però, va rimarcato che la strana coppia Salvini-Giorgetti si troverà nei loro portafogli ministeriali una parte cospicua dei fondi del Pnrr. Non proprio un'inezia, politicamente parlando. A partire dai già citati cantieri. Non a caso Salvini, nella sua prima intervista da ministro a Rtl 102.5, ha posto l'accento proprio «sull'attenzione del governo che, oltre a bollette e caro energie, deve essere posta anche al lavoro». E un modo per affrontarla è quello di «far ripartire subito le migliaia di cantieri fermi in tutta Italia. Ci sono - ha ricordato Salvini 102 opere pubbliche commissariate, che vanno sbloccate. Un cantiere che riparte sono posti di lavoro, stipendi». Senza proclami, però: «Non prometto miracoli in 15 giorni: metterò tutta la mia energia nel mio ministero». Il neo ministro poi conferma che tra le sue priorità c'è «il ponte sullo stretto», che però «è solo la tessera finale del puzzle perché poi senza alta velocità in Calabria e in Sicilia il ponte non serve a niente».

LA BATTAGLIA FINALE
Assieme all'immigrazione l'altra grande partita politica che la Lega proverà a giocarsi nel governo Meloni è quella dell'Autonomia, affidata a Roberto Calderoli. Anche in questo campo Salvini si gioca una bella fetta di credibilità soprattutto con l'elettorato del Nord. Così come importanti saranno le sfide di Alessandra Locatelli alla disabilità e Giuseppe Valditara all'Istruzione. Una squadra che piace a Salvini che in serata posta una foro con Meloni («pronti a lavorare insieme per 5 anni») e poi traccia la sua analisi: «Uniti, rapidi ed efficienti: come promesso, nasce il governo di Centrodestra voluto da milioni di italiani. Le donne e gli uomini scelti dalla Lega si occuperanno direttamente di cantieri e lavoro, economia, scuola, sicurezza, autonomia e persone disabili. Domani (oggi, ndr) ci sarà il giuramento, poi tutti in ufficio: al lavoro per l'Italia e gli italiani».