La strategia

Giorgia Meloni in Algeria? Non solo gas: cosa c'è sul piatto

Mauro Zanon

Trasformare l’Italia nell’hub europeo del gas e, nel futuro, anche dall’idrogeno verde, affermandosi come ponte imprescindibile tra Africa e Europa. È questa la missione del presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, che ieri si è recata in Algeria per una serie di incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica algerino Abdelmadjid Tebboune e il primo ministro Aïmene Benabderrahmane, ma soprattutto per rafforzare le partnership nei settori dell’energia e dell’industria, dopo che Algeri, lo scorso anno, è diventata il primo fornitore di gas dell’Italia, scavalcando la Russia, ed è il principale partner strategico di Roma in Africa. La visita di due giorni di Meloni, dopo quelle del predecessore Mario Draghi e del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, si inserisce in un contesto di rapporti eccellenti tra i due Paesi, figli di un’amicizia solida e antica simboleggiata dalla figura di Enrico Mattei, ricordato con una stele commemorativa in lingua araba e in italiano del Giardino Mattei ad Algeri.
 


IL PIANO MATTEI
Il Paese nordafricano è il fulcro del “Piano Mattei” annunciato da Meloni durante il suo discorso di insediamento di fine ottobre alla Camera dei deputati: concetto ribadito anche il 3 dicembre alla conferenza MED - Rome Mediterranean Dialogues. «Lavoriamo per fare dell’Italia la nazione promotrice di un “Piano Mattei” per l’Africa, un modello virtuoso di collaborazione e di crescita tra Unione europea e nazioni africane, un approccio che, prendendo esempio da un grande italiano come Enrico Mattei, non sia predatorio nei confronti dei Paesi africani, ma collaborativo, fondato su uno sviluppo che garantisca crescita, dignità, lavoro, che costruisca le condizioni per difendere il diritto a non dover emigrare, piuttosto che il diritto a dover emigrare per forza sostenuto fin qui», aveva detto Meloni.


La visita del premier italiano, accompagnata dall’ad di Eni Claudio Descalzi e dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi, è iniziata con la deposizione di una corona di fiori al Monumento del Martire, in memoria degli shahid, i combattenti della guerra d’indipendenza algerina morti per la liberazione del Paese. Nel tardo pomeriggio, Meloni ha visitato la nave della Marina militare italiana “Carabiniere”, approdata al porto di Algeri, dove citando il filosofo cattolico francese Gustave Thibon ha rivolto all’equipaggio un incoraggiamento e un elogio perché «nonostante i tanti sacrifici che fate, voi dimostrate cosa sia la libertà e voi rendete la vostra nazione più libera». In seguito, il presidente del Consiglio ha preso parte alla cena ufficiale con il premier Benabderrahmane all’hotel El Aurassi della capitale presidiato dalle forze di polizia.


Oggi, alle 10, il presidente del Consiglio italiano renderà omaggio a Enrico Mattei con una tappa simbolica al giardino intitolato al fondatore dell’Eni, poi andrà alla fortezza-museo Bastion 23, prima di recarsi a El Mouradia, sede della presidenza della Repubblica algerina, per l’incontro ufficiale con il presidente Tebboune. Nell’agenda di Meloni e della sua delegazione è previsto anche un incontro con la comunità imprenditoriale italiana locale. Le imprese made in Italy con presenza stabile in Algeria sono circa duecento: cifra che il premier intende incrementare nell’ambito del “Piano Mattei”. Secondo quanto riferito all’agenzia Nova da fonti algerine, la compagnia energetica statale Sonatrach ed Eni dovrebbero firmare due contratti operativi, ma si attende in giornata anche l’ufficializzazione di altre partnership nei settori dell’industria automobilistica, della cooperazione militare, dell’agroalimentare, delle costruzioni e dei lavori pubblici. Nell’ottobre 2022, il marchio Fiat del gruppo Stellantis è sbarcato nel mercato algerino con un accordo quadro per la produzione di 90mila veicoli all’anno a Orano, la seconda città del Paese nordafricano per popolazione. Alcune fonti algerine sentite dall’agenzia Nova hanno indicato che l’intesa prevede che una «percentuale rilevante» dei veicoli Fiat sia assemblata con componenti locali.


RAPPORTI ECCELLENTI
Le ottime relazioni commerciali tra Roma e Algeri, che Meloni vuole ulteriormente consolidare, sono già visibili. Da gennaio a settembre 2022, le importazioni dall’Algeria sono state di 12,2 miliardi, in netto aumento rispetto ai 4 miliardi dello scorso anno nello stesso periodo. Per l’export si è passati da 1,2 miliardi di gennaio-settembre 2021 a 1,6 miliardi nel 2022. Accanto al settore degli idrocarburi, l’Algeria offre opportunità di investimento anche in materia di energia da fonti rinnovabili, nel settore farmaceutico, nella meccanica, nell’agroindustria, nel turismo e nelle start-up. Oltre ad avviare un processo di diversificazione economica, Algeri ha adottato, lo scorso anno, una nuova legge sugli investimenti che mira ad aprire opportunità economiche agli investitori locali e stranieri: un’opportunità che l’Italia non vuole lasciarsi sfuggire, approfittando anche della profonda crisi diplomatica tra l’Algeria e la Francia di Macron.