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Pd, "quattro cornuti": chi resta di sasso davanti ad Elly Schlein

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Tutto previsto, o quasi. Elly Schlein imbottisce la direzione Pd di facce nuove (i suoi fedelissimi), qualche giovanissimo e tanti esponenti delle potentissime correnti della vecchia guardia, che l'hanno sostenuta alle primarie. Ma qualcosa è andato storto: la frase potentissima della segretaria contro i capibastone e i cacicchi, "non vogliamo più vederli!", ha fatto saltare sulle sedie proprio i big, che si sono evidentemente sentiti chiamati in causa. 

 

 



La cronaca, al solito ferocemente ironica, di Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera inviato all'Assemblea del Pd a Roma è raggelante. Si parla di "un attacco feroce e inatteso ai vertici del partito sferrato dopo nemmeno venti minuti di discorso: con la platea che ondeggia prima incredula e poi di botto eccitata, i delegati che balzano in piedi, le grida di evviva che quasi coprono gli applausi liberatori, sfrenati, donne e uomini che mandano baci alla nuova segretaria del Pd, adesso con un sorriso più che compiaciuto, di sfida (quindi, un mezzo ghigno)".

 

 

 

"Ehi, Andrea: Elly stava parlando anche di te", dice qualcuno  provocatoriamente ad Andrea Orlando, ex ministro potentissimo (era il cocco di Giorgio Napolitano) finito con una poltrona in direzione, forse perché come ricorda Roncone alla fine "anche lui dopo un'iniziale incertezza ha sponsorizzato con forza" Elly. Goffredo Bettini è assente, ma pare non averla presa benissimo. Idem per Nicola Zingaretti, "seduto in alto sulla sinistra, vicino alle scalette". Dario Franceschini è descritto come "di pietra". "Le sue truppe osservano sentendosi ancora forti: capo, quali sono gli ordini?". Più plateale Giuseppe Provenzano: "Nell’incertezza di essere considerato a sua volta qualcosa di simile a un boss, applaude con entusiasmo".

 

 

 

 

A soffrire le pene dell'inferno gli altri capibastone, quelli che hanno appoggiato lo sconfitto Stefano Bonaccini. Qualche esempio? "Piero Fassino — raccontano — uno sguardo di cera bianca. Matteo Orfini capisce che forse non ha davvero più senso guidare una corrente — i cosiddetti Giovani Turchi — ridotta (forse) a un solo esponente, il senatore Francesco Verducci; stato d’animo immaginabile tipo quello di Peppe er Pantera/Vittorio Gassman nel film l’Audace colpo dei soliti ignoti: "M’hanno rimasto solo quei quattro cornuti…"." Piero De Luca, riporta sempre Roncone, "spedisce un whatsapp al padre, il temibile Vincenzo De Luca, già meraviglioso viceré dem per la Campania. Lorenzo Guerini (guida spirituale di Base Riformista, renziani in sonno e cattolici moderati) davanti ad attacchi così precisi e tosti, e a un orizzonte grigiastro, è possibile ragioni sull’urgenza di organizzare davvero un «correntone», che tenga dentro tutta l’opposizione interna". E si ricomincia, daccapo.

 

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