a Vicenza

Schlein, altra bordata dal candidato sindaco Pd: "Perché sono davanti"

I big lontani dai comuni. Il messaggio arriva forte e chiaro ed è anche indirizzato a lei: Elly Schlein. Il mittente? Niente di meno di Giacomo Possamai, il candidato del Pd che, rovesciando i pronostici a Vicenza, ha superato il sindaco uscente, Francesco Rucco. Il segreto a suo dire è "una campagna vecchio stile: siamo andati quartiere per quartiere, come si diceva una volta. Io annunciavo: ’Oggi mi trovate in questo bar alle 18, chi vuole venga e dialoghiamo sulla città’. Le prime settimane si presentavano 15 persone, poi 25, poi 40 e alla fine anche 150. Così, abbiamo fatto un risultato oltre le aspettative. Ma ci siamo aggiudicati solo il primo tempo. Ora c’è il secondo round, e si riparte da zero". E per scaramanzia, nessun big del partito deve presentarsi al suo fianco. 

 


"Non si tratta di escludere - tiene a precisare al Giorno -, ma di inviare un messaggio preciso: siamo concentrati sulla nostra città. Dall’altra parte, Salvini è venuto tre volte, ma i vicentini devono scegliere il sindaco e non credo che, casomai il centrodestra vincesse, lo farà lui al posto di Rucco. Proprio per sottolineare il dialogo sui territori, gli unici ospiti esterni nella mia campagna sono stati i sindaci". Raddrizzando un po' il tiro rispetto ai giorni precedenti, Possamai spiega che oltre alla segretaria del Pd, anche gli altri esponenti dem non sono passati da Vicenza. E questo anche se alle Primarie ha votato Stefano Bonaccini: "Sì, dopo di che per me chi vince il congresso è il segretario. E chi esce dal partito adducendo scuse, fa questo: adduce scuse. Tra l’altro, secondo i sondaggi, con la nuova segretaria il Pd ha recuperato consensi". E pensare che il candidato sindaco vanta anche una lunga amicizia con Enrico Letta, predecessore della Schlein. 

 

 

"Enrico lo conosco da quando avevo 17 anni, è stato una figura molto importante per la mia crescita. Quando mi ha chiesto di candidarmi alla Camera ho risposto che volevo semmai valutare l’ipotesi di una candidatura a sindaco per proseguire l’impegno sul territorio, visto che sono consigliere regionale. Lui ha rispettato la scelta, ma mi sono preso del ’matto’ da più parti". E ora tutto si gioca al ballottaggio.