Raccontano i beninformati che ci sarebbe la fila per entrare in Fratelli d'Italia. Si riferiscono a quegli orfani azzurri di Silvio Berlusconi che, se ufficialmente si mettono a disposizione per far crescere Forza Italia e assicurargli un futuro, in realtà vorrebbero salvarsi prima che la nave affondi. Sembra però, racconta Marco Galluzzo sul Corriere della Sera, che Giorgia Meloni non ne voglia sapere di incoraggiare e avallare di cambi di casacca. La premier ritiene un errore politico ingrossare le fila del suo partito a discapito di quello azzurro perché non conviene a nessuno e eliminerebbe la stabilità che al momento è garantita anche dalla forza personale della presidente del Consiglio. Quindi: nessun transfugo è gradito al governo.
Il retroscena del Corriere rivela però che questo vale per l'oggi: i collaboratori della Meloni indicano in settembre o ottobre quello che sarà un primo test decisivo per capire il futuro del partito fondato da Berlusconi. I sondaggi d’inizio autunno diranno come va, come "tiene", un partito dell’8% senza il suo deus ex machina. Poi ci sarà il passaggio importante del congresso degli azzurri, ma il vero momento della verità non potrà che essere il voto di giugno delle Europee: Forza Italia dovrà superare il 4% per restare in vita, per avere ancora rappresentanza nelle aule parlamentari di Strasburgo e Bruxelles. E se ci riuscirà, allora si potrà parlare di una federazione con FdI, un’alleanza strutturata, di cooperazione rafforzata, che in fondo farebbe tornare il centrodestra alla prima intuizione politica di Silvio Berlusconi, quella di una Casa politica comune, pur nelle differenze.