"Il Governo continua a spacciare per politiche abitative ciò che sono solo scorciatoie per la rendita immobiliare. Condoni, case da 20 metri quadri, liberalizzazioni selvagge: non è questa la risposta all'emergenza abitativa. È solo la normalizzazione del disagio".
Da Alleanza Verdi e Sinistra non si smentiscono e ribadiscono la linea Ilaria Salis: il primo firmatario della proposta di legge sul diritto alla casa Marco Grimaldi, esponente di Avs, replica così alle misure annunciate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fornendo una visione radicalmente diversa e a suo modo illuminante. "Servono almeno 500.000 nuove case popolari, senza consumo di suolo. Il patrimonio pubblico e privato lasciato vuoto va censito, recuperato, reimmesso nel circuito dell'abitare. Non possiamo più tollerare che migliaia di famiglie siano senza casa mentre migliaia di case restano vuote".
La proposta Avs, sottolinea Grimaldi, "nasce dal lavoro del Social Forum dell'Abitare di Bologna e dalla rete "Vuoti a rendere" promossa da Sinistra Ecologista. È un piano pluriennale che punta a restituire centralità al ruolo pubblico, superando il modello fallimentare del social housing in appalto. Riqualificare il patrimonio edilizio, mettere in sicurezza il territorio, generare lavoro e inclusione sociale: questa è la direzione". Alla base di tutto, però, c'è il sogno rossissimo dell'esproprio proletario.
"Le amministrazioni devono censire lo stato di utilizzo degli immobili, anche privati. I grandi proprietari devono rendere conto - avverte Grimaldi -. Se non avanzano proposte di utilizzo, se non reimmettono gli alloggi sul mercato a canone concordato, devono essere penalizzati fiscalmente. E se necessario, sottoposti a requisizione. Il diritto all'abitare non è negoziabile. La pandemia ci ha insegnato che senza casa non c'è salute, non c'è dignità, non c'è futuro. Il Governo Meloni - conclude Grimaldi - sembra averlo dimenticato. Noi no". Più che un programma, una minaccia.