Schlein, ecco le priorità del suo Pd: scelta libera del sesso e pipe per drogarsi

Dall'assessora di Padova al sindaco di Bologna: due casi esemplari
di Gianluigi Paragonesabato 30 agosto 2025
Schlein, ecco le priorità del suo Pd: scelta libera del sesso e pipe per drogarsi

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L’altro giorno Giorgia Meloni dal Meeting di Rimini ha strappato applausi a scena aperta in un discorso a braccio da cui emergeva la visione culturale del suo governo, un governo di centrodestra, conservatore, difensore delle radici identitarie quindi anche quelle cattoliche. Non c’è stata finzione in quel feeling né in quel discorso che un tempo avremmo definito programmatico.

Negli stessi giorni Margherita Colonnello, assessora (perché guai a chiamarla assessore) alle Politiche sociali del Pd nel comune di Padova, ha annunciato la notizia della nascita del figlio Aronne corredandola con la visione politica propria del Pd: sulla porta d’ingresso del suo ufficio ha appeso cinque fiocchi arcobaleno al posto della classica coccarda azzurra con l’auspicio: «Deciderà lui chi essere».

Che importa se Madre Natura una scelta l’ha fatta e ha dotato il figliolo dell’attrezzatura maschile, quel che davvero conta nella vita - secondo l’assessora vicina alla Schlein - è andare oltre le apparenze. Del resto lei stessa lo aveva annunciato all’ultimo Pride cittadino direttamente dal palco: «Mio figlio o mia figlia non avrà un fiocco rosa o azzurro per indicare il sesso bensì arcobaleno, simbolo di inclusione e di libertà». (Signora Assessora, Aronne può decidere della sua identità sessuale ma non può affrancarsi dal matriarcale “mio figlio o mia figlia”?). E così Colonnello ha fatto, a dispetto di un cognome militaresco che paradossalmente fa venire in mente l’ambiente del Generale, ossia quel Vannacci che alla Colonnello scatena insubordinazione. Aronne è maschio per la Natura ma non per l’assessora del Pd che, conformemente al nuovo credo del partito guidato dalla Schlein, consegnerà al figlio la libertà sulla identità di genere.

Già, ma secondo quale processo educativo signora assessora? Che libertà intende trasmettere? È qui che la politica conta, che pesa, che lascia le proprie impronte. Le impronte che il centrosinistra sta lasciando sono all’insegna della cultura woke. Stiamo vivendo un tempo e un luogo dove quei diritti per cui si batterono la sinistra, i cattolici e persino la destra sociale, sono tornati a essere minacciati dal neoliberismo, quello stesso neoliberismo che tifa per la confusione gender, che la alimenta e la finanzia perché funzionale ad altri interessi. Come per esempio di chi può scegliersi i figli e farli nascere da un utero in affitto, l’interesse di stravolgere la Natura e la sua armonia.
Eccolo allora il Pd guidato dalla Schlein, ecco la nuova leva di assessori, la nuova classe dirigente. A Padova con la Colonnello. A Firenze con l’ossimoro di chi predica green e ecosostenibilità e poi non si accorge dell’ecomostro in pieno centro. A Bologna, dove il Comune guidato vorrebbe distribuire gratuitamente (quindi a spese del contribuente) pipe da crack per i consumatori seguiti dai servizi sociali.
Negli stessi giorni in cui la Meloni e Salvini andavano al Meeting o a San Patrignano, la classe dirigente del Pd e del centrosinistra si caratterizzava per azioni consequenziali alle scelte ideologiche di riferimento: la libertà per un bambino di scegliere se essere uomo o donna (ma chi sarebbero i suoi educatori? Quanto sarebbe libera una educazione quando i genitori di fatto hanno già scelto di creare confusione...) o le pipe gratuita per fumare il crack. A chi vi continua a dire che non ci sono più differenze tra destra e sinistra, raccontategli queste storie di cronaca vera.