"Siamo di fronte non semplicemente alla violazione del diritto internazionale, ma siamo di fronte al pieno tentativo di cancellare la parola 'Pace' e di costruire un nuovo ordine mondiale che è fondato sulla guerra e sui rapporti di forza. Io credo che noi, lo dico da sindacalista e da cittadino, non possiamo non cogliere la gravità di quello che sta avvenendo. Abbiamo bisogno di avere il coraggio di non stare zitti, di non stare fermi, di ricostruire le condizioni per la pace, in cui chi governa non è il mercato, non è il profitto, non è l'economia, ma l'interesse dei cittadini, per la giustizia sociale, nel rispetto dell'autodeterminazione dei vari popoli. La democrazia la si difende praticandola".
Così il segretario della Cgil Maurizio Landini a margine della manifestazione a Piazza Barberini a Roma contro l'operazione americana in Venezuela. "La gravità della situazione attuale riguarda quello che è avvenuto in Venezuela ma non solo: è quello che ha fatto Putin prima con l'Ucraina, è quello che sta facendo il governo Netanyahu con la Palestina, è quello che sta succedendo in giro per il mondo con una quantità di guerre che, con queste caratteristiche, non ci sono mai viste. Siamo di fronte al fatto che ognuno pensa di poterlo fare, liberamente, 'battendosene le balle' di qualsiasi regola democratica. E trovo inaccettabile che anche l'Europa stia zitta, non parli, non si renda conto di quello che sta succedendo", prosegue Landini, ricordando che "la guerra è contro i lavoratori: non a caso queste situazioni aumentano il livello di sofferenza delle lavoratrici e dei lavoratori. E per affermare la giustizia sociale e una vera libertà solidale c'è bisogno della pace".
"Non possiamo non renderci conto e far finta di non vedere quello che sta succedendo - ha proseguito mr. Cgil -. E della posizione del governo che è supina a Trump. Io penso che bisogna avere una coerenza: quando c'è stata l'invasione dell'Ucraina, tutti abbiamo detto che era una cosa inaccettabile che violava il diritto internazionale. Uno mi deve spiegare cosa c'è di diverso: da quando uno Stato può decidere di intervenire su un altro Stato in questo modo? Siamo di fronte non solo alla violazione del diritto internazionale, siamo di fronte a qualcuno che dice che questa è la nuova regola. E che (Trump) lo potrà fare con la Groenlandia, con l'Iran".