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L'ombra dei morti e dei cattivi maestri

di Mario Sechi giovedì 8 gennaio 2026

2' di lettura

Il 2026 è partito col botto, c’è una nuova guerra fredda e sul piano interno, in perfetta simmetria con l’eterno ritorno della storia, in Italia è ricomparsa la sinistra con la spranga. È da tre anni che questo giornale avvisa i naviganti sulla crisi dei post-comunisti che invece di andare avanti sono tornati indietro. Mentre il sistema dei media progressisti (cioè quasi tutti) vedeva il fascismo alle porte, gli intelligenti a prescindere non si sono accorti del manganello rosso sull’uscio di casa. L’assalto ai giovani che volevano commemorare i morti di Acca Larentia è l’ultimo episodio di una lunga serie, ma è anche il più allarmante per una serie di ragioni:

1. Non è casuale, è programmato, un gruppo di delinquenti si è radunato in quella data per picchiare e accoltellare (si, avevano i coltelli) dei ragazzi che manifestavano il proprio pensiero politico;

2. Non era una “lezione”, era contemplato l’assassinio, la possibilità che usando lame e bastoni qualcuno potesse lasciarci la pelle;

3. Ultimo, ma in realtà primo punto, tutto questo avviene dopo una martellante campagna mediatica in cui i progressisti à la page hanno dato del fascista a tutti quelli che non militavano a sinistra, per cui l’elettore che ha votato centrodestra è stato automaticamente criminalizzato e reso “bersaglio”;

Aggiungo un post-scriptum: a questo nefasto scenario hanno contribuito soprattutto gli intellettuali e i pennivendoli della sinistra che hanno conservato i loro posti di potere, non solo nei media. In questo scenario, essere di destra, un conservatore, è diventato pericoloso (ne so qualcosa e non essendo in cerca di pubblicità mi fermo qui), siamo diventati tutti “fascisti”, bersagli di una lugubre propaganda che non si ferma davanti a niente, neppure di fronte al rischio di armare il matto che risolve la faccenda assassinando chi non la pensa come lui.

Giorgia Meloni ha chiamato alla pacificazione del Paese, ma il pessimismo della ragione mi fa pensare che il suo appello sarà inascoltato dai progressisti (presunti tali) perché ho tanti amici di una sinistra che non ha perso la testa e loro sono i primi a dirmi che “non c’è niente da fare”. Ieri e oggi, Acca Larentia è un caso irrisolto della storia italiana. I morti di ieri, sono sempre l’ombra dei cattivi maestri di oggi.

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