Quale futuro per il Venezuela, ora che l’ex-presidente Maduro è stato deposto, catturato dall’esercito Usa e incarcerato a New York in attesa di processo? Se ne discute a 4 di Sera, programma di approfondimento e di attualità in onda tutti i giorni su Rete 4.
In studio c’è Sara Kelany, deputata alla Camera per Fratelli d'Italia, che attacca la sinistra, oggi solidale con chi ha imposto per 13 anni la sua dittatura sul paese sudamericano: “In realtà in Venezuela ci si stava semplicemente difendendo da un soggetto che per anni, 13 anni, ha mosso una guerra ibrida nei confronti degli Stati Uniti, scaricando quintalate di fentanyl, cocaina e via discorrendo. Una guerra al cui interno erano presenti soggetti provenienti dall'Iran, soggetti provenienti dalla Russia, soggetti provenienti dalla Cina, che si stavano ingrassando con le risorse che Maduro ha sottratto al proprio popolo. E io mi chiedo dov'era la sinistra italiana, che oggi addirittura manifesta per strada per dare solidarietà a Maduro, quando Maduro per 13 anni ha affamato la popolazione, ha sostanzialmente scaricato quintali di droga sugli Stati Uniti, ha incarcerato i propri oppositori politici e violato i diritti umani? Ecco, in quel caso la sinistra era incredibilmente silente”, sottolinea con i deputato di Avs Angelo Bonelli che la ascolta in silenzio.
Non meno pungente l’attacco dell’editore Francesco Giubilei: “Trump fa un'operazione per cercare di riportare la democrazia in Venezuela, come avvenne nel 2011 in Libia sotto Obama o prima in Iraq, in quel caso cosa fecero gli Stati Uniti? Destituirono Gheddafi, fecero un cambio di regime e da un momento all'altro si creò il caos. In questo caso Trump dice ‘eliminiamo la figura di Maduro’, facciamo una transizione che sia una transizione graduale per poi arrivare nei prossimi mesi a delle elezioni in cui non deve essere Trump, non devono essere gli Stati Uniti, non deve essere la Francia, la Cina, l'Iran a decidere chi governerà in Venezuela, ma ci dovranno essere delle elezioni in cui i venezuelani potranno decidere. Tutti quegli italiani dei centri sociali, per l'appunto, le collettive, la rete dei comunisti che abbiamo visto manifestare nelle piazze italiane a favore di Maduro - e manifestare così liberamente in Venezuela non lo potevano fare - mandiamoli magari a fare un piccolo Erasmus in Venezuela qualche settimana, così capiscono cos'è la vita dei venezuelani a Caracas e la smettono di giocare a fare i rivoluzionari”.
Interviene, infine, Stefano Cappellini, giornalista di Repubblica e autore televisivo, che invece condanna l’azione del presidente americano: “Quali poteri aveva Trump, quali ha? Nessuno. Quell'operazione è chiaramente un'operazione fatta in spregio a qualunque regola, e dire che ci sono precedenti del passato. Non so chi lo possa sostenere o chi possa sostenere che andare a catturare Maduro. Facendo anche decine di morti, 70, 80 secondo le stime, quindi non proprio un'operazione di polizia condotta così in guanti bianchi. Quest'operazione non può mica essere paragonata a Milosevic portato all'AIA, cioè davanti a un tribunale internazionale con le regole del diritto internazionale. Esiste un limite alla propaganda politica, la propaganda politica non può cancellare i fatti. Trump non aveva alcun potere, se lo fa è perché pensa di poter fare quello che vuole, lo ha dimostrato poi poche ore dopo dicendo ‘adesso mi prendo la Groenlandia’, faccio la domanda e mi rispondo da solo. Qual è la regola in base alla quale Trump si può prendere la Groenlandia? Nessuna, se la vuole prendere, è la stessa per cui è andato a prendere Maduro in quel modo”.
"Dov’era la sinistra italiana, che oggi manifesta per dare solidarietà a Maduro, quando per 13 anni Maduro ha affamato la popolazione, incarcerato i propri oppositori e violato i diritti umani?"
— 4 di sera (@4disera) January 7, 2026
Sara Kelany a #4disera pic.twitter.com/DVMkGw6CbQ