"In Sardegna è il caos, Alessandra Todde deve dimettersi". Lascia segni pesanti la bocciatura del Tar della Sardegna alle nomine nella Sanità decise dalla governatrice grillina. E il centrodestra parte all'assalto mettendo in grosso imbarazzo la maggioranza di centrosinistra.
Dopo lo schiaffo dalla Consulta alla giunta regionale sarda, arriva anche quello dal Tar sulla legge che nell'isola aveva commissariato i direttori generali delle aziende sanitarie. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso che l'ex direttore generale della asl di Sassari, Flavio Sensi, aveva portato avanti contro la Regione dopo la sua sostituzione con un commissario, così come avvenuto nelle altre aziende dell'isola. Lo scorso 31 dicembre la giunta aveva poi nominato i nuovi direttori generali nelle aziende sanitarie commissariate, lasciando "scoperte" le asl di Cagliari, Gallura e, appunto Sassari: "Abbiamo scelto di procedere con responsabilità e prudenza - aveva spiegato la presidente della Regione Todde, anche assessora ad interim alla Sanità - seguendo il percorso più tutelante per l'interesse pubblico e per le risorse della Regione".
La nuova sentenza che rimette tutto in discussione: "La dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge regionale che ha attribuito alla Regione il potere di dichiarare decaduto il ricorrente - si legge - esclude che la stessa Regione possa esercitare il potere di nomina di altro direttore generale, poiché questo postulerebbe la titolarità perdurante del potere di decadenza, in uno col commissariamento, che è stato escluso dalla Corte costituzionale". Perciò, "l'unica modalità esecutiva del presente giudicato è quella del ripristino dello status quo ante rispetto all'adozione dell'atto impugnato di nomina del commissario e dichiarazione di decadenza del ricorrente dall'incarico ricoperto".
Il Tribunale amministrativo, si legge ancora, "definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione, e, per l'effetto, annulla gli atti impugnati". Condannando la Regione e l'asl di Sassari, "in solido, alla rifusione, in favore del ricorrente, delle spese del giudizio, che liquida in 4.000 euro oltre spese generali e accessori di legge, se dovuti". Sulla vicenda è intervenuto Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale: "La Corte costituzionale ha stabilito che il commissariamento delle aziende sanitarie era illegittimo - ricorda -. Il Tar ha stabilito che le nomine dei nuovi direttori generali sono illegittime. Il parere richiesto dalla presidente della Regione, costato 20.000 euro, è solo carta straccia". La strategia di Todde, attacca, "si è rivelata un fallimento su tutta la linea: lei è la responsabile del caos della sanità sarda".
"Ora - commenta invece Antonella Zedda, senatrice di FdI -, io non so cosa farà Flavio Sensi, se come dichiarato al collegio dei giudici, non accetterà la nomina a Dg alla Multiss, offerta arrivata dallo stesso centrosinistra che guida Provincia e Comune di Sassari oltre che la Regione, o se chiederà di essere reintegrato in Asl 1. So però bene cosa dovrebbe fare Alessandra Todde: dimettersi da presidente della Giunta regionale".
Di "sentenza attesa" parla la governatrice, rispondendo ai giornalisti. "Quindi non cambia assolutamente nulla rispetto al percorso che stiamo portando avanti. Si procede esattamente come è stato pianificato. Noi nella delibera del 31 dicembre abbiamo proprio detto che non avremmo proceduto nella nomina del direttore dell'Asl1 di Sassari proprio perché la sentenza del Tar è attesa - ha aggiunto - e il tema dei direttori generali va portato avanti con le competenze. Noi, penso che sia evidente, non abbiamo guardato colori politici e non abbiamo guardato appartenenze. Ci siamo basati sulle capacità e su quello che devono fare le persone".