Sta lavorando per diventare un baricentro di stabilità europeo, Giorgia Meloni, e lo sta facendo con acume politico ed empatia personale. Per questo la premier italiana può davvero contribuire a porre un argine al disordine mondiale che dagli Stati Uniti all'Asia sembra aver preso il sopravvento negli ultimi mesi.
Lo sottolinea Francesco Giorgino, storico mezzobusto del Tg1, in un editoriale sulla Gazzetta del Mezzogiorno. "Nei processi di strutturazione delle leadership politiche, a livello nazionale e internazionale, da sempre sono presenti alcuni elementi - premette il giornalista -. Tra essi spiccano i valori culturali, la visione strategica, la resilienza alle avversità, la capacità di guidare gli altri senza ricercare solo il successo personale, ma puntando al benessere collettivo e agli interessi del Paese che si rappresenta. In qualche caso agli ingredienti appena elencati se ne aggiunge un altro. Un aspetto al quale non sempre in passato è stato dato il giusto rilievo: l’empatia".
"Quando questo «sentire comune, «questo «immedesimarsi uno con l’altro» fa da cornice agli incontri tra primi ministri, alle relazioni tra gli Stati, specie nella complessità dell’attuale scenario internazionale, il rapporto che si riesce a creare a livello personale diventa lo strumento più performante", riflette Giorgino nelle ore in cui Meloni sta completando il suo tour in estremo oriente, tra Giappone e Corea del Sud, rafforzando alleanze con due partner strategici in un'area come quella asiatica sempre più decisiva, alla luce delle tensioni tra Cina e Taiwan sempre più vicine all'esplosione.
"Gli abbracci e i sorrisi tra la premier nipponica Sanae Takaichi e Giorgia Meloni e il post pubblicato su X e Instagram da quest’ultima nel caratteristico stile dei cartoni d’animazione tipici di questo importante Paese asiatico sono un’evidenza empirica non solo dell’efficacia della comunicazione digitale di Palazzo Chigi, ma anche di come il rapporto tra persone, prima ancora che tra cariche istituzionali, costituisce una delle carte più importanti da giocare per contrastare il disordine mondiale e gestire al meglio le dinamiche post-globalizzazione, così come per ritagliarsi uno spazio non secondario nella ridefinizione degli assetti complessivi del pianeta".
"Quando questo modo più informale di far politica produce risultati positivi e concreti non è più solo una forma di rappresentazione del sé, più o meno discrezionale e più o meno dipendente dal temperamento del leader. Diviene parte sostanziale dell’agire deliberativo e della costruzione degli assetti relazionali di matrice politica". "Meloni - conclude Giorgino - è molto a suo agio in politica estera, settore dove forse riesce a dare il meglio di sé con prontezza e pragmatismo, con visione e senso di responsabilità".