L’ultima follia “socialista” di Ilaria Salis è presto servita: dopo le case gratis, o occupate, e l'abolizione delle carceri, ora l’eurodeputata si spinge a invocare addirittura i "social network di Stato". Lo fa nell'aula di Strasburgo, dove l’ex detenuta in Ungheria - portata a Bruxelles da Fratoianni e Bonelli - ha preso la parola su internet e intelligenza artificiale, prendendo spunto dal tema dei video manipolati: "La piaga dei deepfake a sfondo sessuale su X ci obbliga a guardare oltre i singoli abusi. I social network sono infrastrutture di comunicazione e di potere, non spazi neutri", ha premesso lady okkupazioni.
Fin qui tutto ok. Peccato che a stretto giro arrivi il deragliamento: "Oggi al Parlamento europeo sono intervenuta per ribadire che non possiamo lasciare la gestione di queste piattaforme nelle mani di capitalisti ricchissimi e senza scrupoli, quasi tutti americani, nella più totale assenza di controllo democratico - tuona la Salis, che rilancia il suo intervento su Instagram -. È tempo che l’Europa immagini e costruisca infrastrutture pubbliche". Et voilà, i social di Stato.
Nel suo intervento la Salis ha definito la rete "davvero piena di mer***" a causa delle immagini "di migliaia di persone, soprattutto donne, ma anche minori, virtualmente spogliate attraverso Grok, l'intelligenza artificiale della piattaforma X. Sia chiaro, la responsabilità, innanzitutto, è di quell'orrenda mentalità patriarcale e sessista di milioni di utenti". Ma, aggiunge, "se abbiamo un social network che consente e favorisce la creazione di deepfake, c'è molta benzina sul fuoco".
Dunque, le conclusioni e la proposta: "Oggi i social sono un'infrastruttura essenziale della comunicazione e della nostra vita. Chi li gestisce esercita un potere enorme e dovrebbe rispondere a criteri di responsabilità, trasparenza e valori. Cosa che evidentemente manca ai capitalisti senza scrupoli e morale, come Elon Musk - attacca -. Che cosa stiamo aspettando in Europa per liberarci dalla dipendenza da queste piattaforme private americane e iniziare a costruire social network pubblici? La tecnologia e l'intelligenza artificiale non sono mai neutre. Devono essere governate democraticamente, sottoposte a controllo pubblico, orientate a principi etici chiari". Già, il sogno socialista, o meglio sovietico, di Ilaria Salis si arricchisce di un nuovo tanto folle quanto irrealizzabile capitolo.




