La sinistra “cinematografara” continua la sua battaglia contro il governo Meloni. E la lotta si fa dura. Nel mirino il degrado- a loro dire progressivo - della scuola italiana, tanto da portare i due registi Federico Greco e Mirko Melchiorre a intitolare il documentario di scena ieri sera a Roma, al cinema Greenwich, addirittura D’istruzione pubblica con un evidente gioco di parole di due esperti della materia e del linguaggio dell’intellighenzia di sinistra che, a un anno e mezzo dalle elezioni politiche e dopo mesi, mesi e mesi di tavoli, incontri, lettere aperte e piazzate, passa evidentemente ora alla campagna elettorale dura e pura.
Nelle mani gli strumenti del mestiere e alleanze dal gusto eminentemente politico, come l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico che ha sostenuto la produzione del docu. Un network, quello cinematografaro romano, che tiene insieme nomi come Claudio Santamaria e arriva a coinvolgere anche star internazionali come Willelm Dafoe e addirittura i Pink Floyd che hanno dato il loro consenso alla riproduzione del brano Another brick in the wall proprio nel docu D’Istruzione Pubblica.
Nel film si vedono edifici scolastici che cadono a pezzi, docenti precari e costretti dalle nuove norme ad avere «competenze» sulla digitalizzazione forzata, fino ad arrivare a una preparazione sempre minore degli studenti. Insegnanti, filosofi, esperti italiani e internazionali si esprimono sul processo lento ma continuo che - a loro dire - ha portato le scuole a somigliare sempre più ad aziende con effetti critici sull’educazione dei più giovani: dagli Stati Uniti di fine Ottocento, passando per l’Unione europea degli anni ’90 e infine nelle riforme della scuola in Italia a partire da quella dell'autonomia di Bassanini e Berlinguer. Con un mirino che, dunque, punta anche ai ministri dei governi di centrosinistra italiani degli ultimi trent’anni.
Niente di così scandaloso se si va a vedere la storia e gli obiettivi dei due documentaristi autori di una critica a tutto tondo contro l’occidente. D’Istruzione Pubblica, infatti, è solo l’atto conclusivo di una trilogia duramente critica contro il pensiero capitalista e liberista, iniziata dai due registi nel 2016 col documentario Piigs sulle tragiche conseguenze dell'austerità nel welfare, e poi proseguita con C'era una volta in Italia - Giacarta sta arrivando, sulla desertificazione della sanità pubblica. Dei piccoli Michael Moore italiani, insomma, costretti dalle contingenze della storia ad essere usati come megafoni da Elly Schlein, Fratoianni e dintorni. E questa sì che è una vera “distruzione pubblica”.