Il Gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo ha reagito immediatamente all’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega dichiarando che non fa più parte del gruppo stesso. La motivazione è netta: la sua appartenenza era legata all’affiliazione alla Lega e, con l’abbandono del partito di Salvini per fondare Futuro Nazionale, la sua permanenza è diventata incompatibile con le regole interne del gruppo. Il comunicato è stato molto chiaro nel separare nettamente le due cose: Vannacci è fuori, ma la Lega resta un partner a pieno titolo all’interno della famiglia politica dei Patrioti a livello europeo e la cooperazione con il Carroccio continua esattamente come prima, senza alcun cambiamento o raffreddamento. In pratica il gruppo ha scelto di tagliare i ponti solo con l’individuo Vannacci e con il suo nuovo progetto personale, proteggendo però con forza il legame strutturale e politico con la Lega, che considera elemento essenziale della propria identità e coerenza. Non ci sono state aperture né ambiguità: o si è dentro tramite un partito membro, o si è fuori.
Intanto Matteo Salvini ha ratificato l'uscita del generale dal partito: "Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l'opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l'ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità".
"Siamo abituati a pensare - prosegue il leader leghista - che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini".