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L'X Factor di Schlein a caccia di giovani da candidare alle Politiche

di Elisa Calessi venerdì 6 febbraio 2026

3' di lettura

Mentre i capicorrente mugugnano perché non li consulta e gli eletti tremano pensando a chi rientrerà nelle liste per le elezioni politiche, Elly Schelin da mesi ha dato mandato alla fedelissima Marta Bonafoni di cercare, dalla Val D’Aosta alla Sicilia, volti nuovi per rinnovare la classe dirigente dem. Come suo stile, lo fa senza annunciarlo, sapendo che la pratica è delicata (più sono le new entry, meno saranno i riconfermati). Del resto è da mesi che i più avvertiti lo dicono: «Attenti, perché nei gruppi parlamentari sono in tanti ad aver superato il limite dei tre mandati».

È vero che lo statuto del Pd prevede che si possano concedere delle deroghe (che decide il segretario e poi propone alla direzione dem che le deve votare). Ma l’aria è che Schlein, al prossimo giro (le elezioni del 2027), sarà di manica stretta. Le deroghe saranno pochissime. Perché bisogna rinnovare, far entrare “aria fresca” nelle stanze dei circoli e dei gruppi parlamentari, entrare “in connessione” con lo sterminato mondo della generazione Z, pronta a scendere in piazza per Gaza o per l’ambiente, ma non per andare a votare il Pd.

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Schlein ha chiesto a Bonafoni di portarle, si dice, almeno dieci nomi. La prima potrebbe essere Virginia Libero, neo-segretaria dei Giovani democratici, trovata proprio da Bonafoni. Poi c’è Jasmine Cristallo, che Schlein conosce dai tempi di Bologna, essendo una delle “Sardine”. Ci sono Matteo Rossi, vice segretario del Pd lombardo e Paolo Romano, giovane consigliere regionale della Lombardia. Restando in Lombardia, un nome emerso in questi mesi è quello di Tiziana Elli, segretaria regionale dei Giovani democratici. Tra i volti emergenti ci sono poi quello di Caterina Cerroni, ex segretaria dei giovani democratici di Isernia, di Valeria Campagna, consigliera comunale a Latina e componente della direzione nazionale del Pd, di Angela De Nicola, segretaria dei Giovani democratici di Perugia, eletta nella segreteria nazionale dei Giovani democratici con la delega alle politiche di genere e al transfemminismo.

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Molte donne, come si vede. Il fatto è che il Pd Schlein lo sa e vuole porvi rimedio - finora ha avuto una classe dirigente prettamente maschile. Matura di età e maschile. Schlein, giovane e donna, giustamente vuol porre rimedio e costruire un Pd più giovane e più femminile. E così c’è da scommettere che, nel fare le liste, privilegerà questo fattore.

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Gli eletti con più di tre mandati dovranno farsene una ragione. E sono tanti. Le deroghe, questa volta, saranno veramente poche. Intanto oggi, dalle 10.30, ci sarà l’attesa direzione nazionale, da mesi chiesta da riformisti dem. Si parlerà del referendum per la separazione delle carriere, di sicurezza e dei congressi locali. Nella minoranza escludono un atteggiamento pregiudizialmente contrario alla relazione della segretaria: «Ascolteremo e interverremo», spiegavano ieri. Esclusa anche la presentazione di un ordine del giorno di minoranza.

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Il clima nel fronte riformista, però, resta di «vivo malumore». I temi che hanno diviso il partito, ultimamente, sono stati tanti: il ddl Delrio contro l’antisemitismo, testo che il gruppo Pd al Senato ha disconosciuto avviando il lavoro su un secondo documento, e poi la campagna social del Nazareno sul No al referendum, che ha associato al Sì al fascismo, quando una parte della sinistra, e dei dem, si è pronunciata per il Sì. Oltre a Picierno, si sono schierati a favore della separazione delle carriere ex parlamentari come Stefano Ceccanti, Enrico Morando, Giorgio Tonini.

La segretaria Schlein, invece, da qualche settimana ha deciso di scendere decisamente in campo e puntare tutte le fiches sul No. Per ragioni politiche, più che di merito. Il ragionamento è che, se la riforma è bocciata, possa iniziare la fine della Meloni. Per questo non ha avuto remore a usare una propaganda spericolata. E mercoledì sera, dal palco di Pescara, dove ha inaugurato la sua campagna per il No, si è avuto un assaggio. La corsa è iniziata. Avrà come tappa intermedia il referendum e traguardo finale le elezioni politiche del 2027.

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