Una ossessione politica tutta italiana, in particolar modo delle opposizioni. Il premier (socialista) albanese Edi Rama, che con l'omologa Giorgia Meloni ha intessuto rapporti diplomatici strettissimi con al centro la questione dei migranti in Albania, giovedì è stato ricevuto in Vaticano da Papa Leone XIV. Al centro del colloquio la situazione dei Balcani e il percorso di Tirana nell'Unione europea. Non una parola, invece, su quello che per il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra pure per +Europa (con il leader Riccardo Magi che ha provato anche un goffissimo blitz in Albania durante la visita ufficiale di Meloni da Rama) sembra essere un problema umanitario internazionale: i migranti che l'Italia trasferirà nei centri costruiti ad hoc sull'altra sponda dell'Adriatico.
"Ci sono state raccomandazioni dalla Santa Sede sui centri per i migranti? Il Vaticano è sempre stato contrario. I centri albanesi sono sempre semi vuoti, i carabinieri stazionano negli hotel a 5 Stelle...", chiede provocatoriamente l'intervistatore de La Stampa a Rama, dopo il faccia a faccia con Papa Prevost. Il premier albanese, però, stronca qualsiasi polemica e imbarazza anche le opposizioni: "È un’ossessione mediatica tutta italiana, non l’ho riscontrata sotto le volte vaticane. Mi guardo bene dal fare il commentatore della politica italiana e posso anche sbagliarmi, ma non mi pare che i tanti attacchi rivolti a Giorgia sui centri abbiano funzionato meglio dei centri stessi. D’altra parte, l’effettivo funzionamento non dipende dal governo italiano, ma da alcuni necessari cambiamenti che devono maturare a livello Ue".
Come detto, l'agenda di Rama e Leone ha riguardato principalmente la situazione nei Balcani occidentali e il cammino dell'Albania verso la piena integrazione nell’Unione europea. Il premier albanese ha poi incontrato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano, accompagnato da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali. "Nei cordiali colloqui in Segreteria di Stato - viene sottolineato - si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica d’Albania e sono stati affrontati temi di comune interesse attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile. Nel prosieguo della conversazione, ci si è soffermati pure sulle principali questioni regionali, tra cui la situazione nei Paesi dei Balcani occidentali e il cammino dell’Albania verso la piena integrazione nell’Unione europea".
"Un tavolo di negoziati dolorosi è l'unica soluzione. Al più presto", spiega poi sempre a La Stampa Rama, parlando della situazione in Ucraina. "Ciò che un mio grandissimo amico, uno dei pochi grandi saggi rimasti della politica italiana, Massimo D'Alema, mi ripete fin dal primo giorno della guerra: un tavolo di negoziati dolorosi, che più si rimandano, più diventano dolorosi". Il leader socialista di Tirana delude Schlein e compagni anche su Donald Trump: "Dal punto di vista di chi guida un Paese europeo, trovo inutile e autolesionista perdere tempo a esprimere giudizi sui modi del presidente Usa. Il tempo per cambiare l'Europa è l'unica cosa che non abbiamo, e dobbiamo trovarlo, se non vogliamo condannarci all'irrilevanza definitiva. Noi vogliamo entrare perché un'Europa unita è l'unica risposta valida alle questioni urgenti dell'attualità. Draghi a Leuven ha spiegato la mia idea, molto meglio delle mie stesse parole".