"Perché non vi sentite tutelati dalla polizia, Adama?". A Dritto e rovescio, su Rete 4, Paolo Del Debbio ospita tre ragazzi figli di immigrati. E Adama, uno dei tre ospiti, attacca.
"Perché in realtà per molti la polizia è una minaccia alla propria libertà e non può essere una tutela, capisci? Uno può essere uscito dalla vita di strada, aver cambiato strada, ma loro quando ti fermano vedono quello che hai fatto prima il pregiudizio c'è sempre. La maggior parte delle volte preferiscono fermare due o tre volte me piuttosto che fermare uno che abbia davvero qualcosa da nascondere ma che magari è italiano...
Quindi, conclude, la polizia "ha dei pregiudizi nei confronti degli stranieri, loro guardano il mio passato invece di guardare il mio presente".
Lo conferma un altro giovane: "Se ti fermano per un controllo ti trattano diversamente da un ragazzo italiano, anche nel linguaggio. Io ho la cittadinanza italiana ma non guardano la cittadinanza...". "Perché fai questo distinguo? Anche tu sei italiano", gli chiede la giornalista. "Io mi sentirei italiano se fossi accettato. Io legalmente sono italiano, ma non sei accettato: puoi essere nato qua, avere i documenti che ti pare ma... Posso sentirmi italiano se sei discriminato? No".
Chiude il quadro un altro ragazzo: "È sbagliato girare coi coltelli, è diventata un po' una moda. Però al giorno d'oggi è necessario difendersi", "Ma da chi bisogna difendersi? Da chi?", domanda incredulo Del Debbio, coprendosi il volto con le mani. "Se qualcuno incontrato per strada che fai, lo guardi?". "E che fai, accoltelli la polizia?", "No no ma se chiami la polizia magari arriva dopo una o due ore e devi comunque difenderti".
"È sbagliato girare coi coltelli ma è necessario difendersi"#drittoerovescio pic.twitter.com/bhP3nB44xq
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) February 5, 2026