Come andremo a votare nel 2027? Ora, arrivano delle risposte. Sta prendendo infatti forma la nuova legge elettorale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avviato un confronto con le opposizioni e, secondo quanto riferisce Il Messaggero, il testo potrebbe essere consegnato già la prossima settimana. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la stabilità e garantire una maggioranza certa all’uscita dalle urne.
Il modello allo studio è un impianto proporzionale con un premio di maggioranza rafforzato per la coalizione che superi il 40% dei voti e arrivi prima. In caso contrario scatterebbe un ballottaggio tra le stesse coalizioni del primo turno, senza possibilità di apparentamenti o nuovi ingressi. Una clausola che punta a evitare operazioni dell’ultima ora e a consolidare il bipolarismo. Il premio sarebbe assegnato su base nazionale sia alla Camera, con un listone di coalizione, sia al Senato, dove resterebbe il vincolo regionale con una successiva redistribuzione circoscrizionale. Quest'ultimo, però, resta uno dei punti ancora da chiarire: allo stato delle cose.
Nella bozza del testo è previsto anche il ritorno delle preferenze. Secondo quanto trapela, il premier avrebbe già avviato "consultazioni" con gli altri leader, compresi quelli di opposizione, chiedendo di introdurle "anche per evitarsi la fatica di decidere vita e morte dei suoi, pollice su, pollice verso, stile Imperatore al Colosseo coi gladiatori", spiegano da via della Scrofa. Tuttavia "la legge elettorale certo non salterà per questo". Quanto all’indicazione del candidato premier, l’ipotesi prevalente sarebbe l’obbligo di indicarlo al momento del deposito del programma, e non sulla scheda elettorale, soluzione che eviterebbe tensioni istituzionali. Resterebbe infine al 3% la soglia di sbarramento per le liste al di fuori delle coalizioni.




