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La sinistra porterà gli estremisti al governo

di Corrado Ocone domenica 29 marzo 2026

3' di lettura

Che bravi ragazzi! Che nobili sentimenti! Dopo tutto non sono forse arrivati in tanti a Roma per la pace, per manifestare «contro i re e le loro guerre»? Non dicono, nei loro documenti, di essere contrari «all’autoritarismo, alla guerra, al riarmo, al genocidio, alla repressione»? Concetti astratti? Sì, forse sì, ma a scansare ogni dubbio su cosa sia per loro la pace, i partecipanti al corteo del No Kings ieri hanno provveduto ampiamente, scendendo nel concreto ed esemplificando a dovere il concetto. Si è iniziato dalle parti di Santa Maria Maggiore, la basilica ove è sepolto Francesco, il papa pacifista per antonomasia. Qui un gruppo di giovani manifestanti, già prima che il corteo partisse, mostrava orgogliosamente al pubblico una ghigliottina e, a scanso di equivoci, vi aveva messo a fianco le foto di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Carlo Nordio a testa in giù.

Lungo le vie del corteo uno striscione chiedeva invece semplicemente la liberazione dal carcere dell’anarchico Alfredo Cospito, un tipo con un curriculum “pacifista” di tutto rispetto: nella sua vita ha gambizzato un alto dirigente della Ansaldo Nucleare, ha organizzato un attentato con ordigni esplosivi contro una scuola allievi dei carabinieri, e ha commesso diverse altre quisquilie di questo genere. Un altro striscione inneggiava invece ai due anarchici saltati in aria qualche giorno fa nella periferia romana: “Se viviamo è per far saltare la testa dei re, con Sara e Sandro”.

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Non sono mancate le parole di apprezzamento per Hannoun, l’Imam di Torino e vari altri predicatori della “guerra santa” e della sharìa. In effetti, nel mondo islamico ideale la pace la fa da padrona assoluta, e peccato se assomigli un po’ alla morte e se la serenità che garantisce assomiglia non poco a quella beata delle pecore portate al pascolo dal pastore di kantiana memoria. E poi, proprio per essere ancora più chiari, un coro si è a un certo punto alzato forte nel serpentone che sfilava: «Se non cambierà, intifada pure qua». Per dovere di cronaca, segnaliamo pure la presenza di qualche moderato che, contrario alla ghigliottina, per la Meloni ha auspicato solo un lungo soggiorno a San Vittore.

Ovviamente, non ci meravigliamo di nulla: di cortei per la pace violenti e inneggianti all’assassinio politico ne abbiamo visti tanti, dai tempi delle colombe di Picasso a quello dei no global che misero a ferro e fuoco città come Genova e Seattle, fino appunto a questi No Kings Days che, partiti dall’America, sono ora arrivati anche da noi. Cambia la forma, cambiano i nomi, cambiano i nemici, ma il mix è sempre lo stesso: retorica pacifista ma violenza verbale e spesse volte anche fisica. Non meraviglia nemmeno il coro di plauso che giunge ai manifestanti da una parte non piccola della autodefinitasi “società civile” (sic!), nonché da intellettuali, cantanti, artisti più o meno affermati pronti a schierarsi contro i nemici di quel capitalismo che li ha arricchiti.

Ciò che invece un bel po’ di stupore desta è il vedere fra le sigle promotrici una parte non irrilevante di quelle stesse che compongono e sostengono il “campo largo” a cui Elly Schlein tanto tiene, che danno ad esso il tono e alla sinistra tutta la cifra politico-culturale in questo momento predominante: da Avs di Bonelli e Fratoianni alla Cgil di Landini e alla Fiom (bella deriva quella del sindacato: un tempo argine al terrorismo, oggi compagno di strada di centri sociali, anarchici e violenti di ogni tipo!). Lo scopo di questa allegra brigata (si fa per dire) non è recondito: vogliono andare al governo.

Legittima pretesa, ma che spontanea fa sorgere una domanda: per fare cosa? Una volta a Palazzo Chigi, come pensano costoro di rispondere al desiderio di sicurezza, che è la priorità degli italiani, con i compagni di viaggio che si son scelti? Come pensano di tranquillizzare gli italiani, i mercati da cui dipende il nostro tenore di vita, le cancellerie dei paesi alleati che ci sono indispensabili quanto non mai? Attendiamo risposta.

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