Cala la mannaia sui deputati della sceneggiata contro CasaPound: puniti gli onorevoli che, in spregio alla libertà di parola, hanno impedito la conferenza stampa sulla Remigrazione occupando, letteralmente occupando, la sala stampa di Montecitorio.
Il provvedimento è arrivato dall’Ufficio di presidenza della Camera, che ha stabilito sanzioni disciplinari nei confronti di 32 parlamentari coinvolti nei fatti di fine gennaio. Ventidue deputati – appartenenti a Pd, M5S e Avs – sono stati sospesi per cinque giorni, mentre altri dieci, degli stessi schieramenti, dovranno fermarsi per quattro giorni.
Al centro della vicenda, la protesta organizzata per impedire lo svolgimento di un incontro promosso dal leghista Furgiuele sul tema della Remigrazione, al quale avrebbero dovuto partecipare anche esponenti di formazioni di destra, tra cui CasaPound. L’azione dei parlamentari ha portato prima allo stop dell’evento e poi a una decisione più ampia: l’annullamento di tutte le conferenze stampa previste in quella giornata e la revoca dei permessi di accesso per gli esterni.
Le differenze nelle sanzioni sono legate, secondo quanto stabilito, al diverso grado di responsabilità: cinque giorni per chi ha impedito concretamente l’avvio dell’iniziativa, quattro per chi ha contribuito a occupare gli spazi disponibili rendendo impossibile lo svolgimento regolare delle attività.
Dura la reazione di Filiberto Zaratti di Avs, tra i destinatari del provvedimento, che ovviamente grida alla repressione: "Una decisione sproporzionata, ingiusta, inopportuna, stavamo difendendo la Costituzione e l'onore antifascista della Camera".
Tra i sospesi figurano, tra gli altri, Bakkali, Cuperlo, Orfini, Sportiello, Ricciardi Riccardo, Zaratti, Auriemma, Boldrini, Bonelli, Caso, De Maria, Ferrara, Fratoianni, Lomuti, Mari, Morassut, Quartini, Romeo, Sarracino, Scotto, Silvestri Francesco e Stumpo. Con quattro giorni di stop, invece, Alifano, Casu, Ciani, Di Biase, D'Orso, Gribaudo, l'Abbate, Mancini, Orrico e Ricciardi Marianna.