È Gianmarco Mazzi il nuovo ministro del Turismo dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. Già sottosegretario al ministero della cultura, ha giurato nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella. "Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell'economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio per la fiducia accordatami - ha dichiarato dopo il giuramento -. Un ringraziamento anche al Ministro Alessandro Giuli, lavorare insieme alla cultura è stato entusiasmante e continueremo a farlo".
"Buon lavoro a Gianmarco Mazzi, nuovo Ministro del Turismo - ha dichiarato la premier Meloni -. La sua esperienza nel settore della cultura e dello spettacolo, la sua capacità di riconoscere il talento e promuovere le eccellenze italiane, saranno un valore aggiunto per continuare a valorizzare al meglio l’Italia nel mondo e a rafforzare sempre di più l’attrattività della nostra Nazione".
Nato a Verona nel 1960 e laureato in giurisprudenza, Mazzi ha lavorato in passato come manager, produttore e autore televisivo. Poi c'è stato l'ingresso in politica. Tra i promotori della Nazionale Italiana Cantanti nel 1981, ha curato per decenni l’attività artistica di grandi protagonisti della musica italiana, collaborando per esempio con artisti del calibro di Gianni Morandi, Lucio Dalla, Caterina Caselli e, dal 1992, con Adriano Celentano e il suo “Clan”, per il quale ha coordinato show televisivi. Il suo nome è anche legato al Festival di Sanremo, di cui è stato direttore artistico per sei edizioni, tra il 2005 e il 2012, e all’Arena di Verona, società per cui ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato e direttore artistico dal 2017 al 2022. Tra i grandi eventi di cui è stato curatore figurano anche la cerimonia di apertura di Expo 2015 e il concerto Modena Park di Vasco Rossi nel 2017.
Esponente di Fratelli d'Italia, Mazzi è ritenuto un fedelissimo della premier Giorgia Meloni e, come si legge sulla Stampa, gode di una reputazione da “tecnico” della comunicazione, molto abile nel mediare tra istituzioni e industria privata.