Nel corso della sua informativa alla Camera a 360 gradi, dal referendum sulla giustizia alle dimissioni nel governo fino, ovviamente, alla crisi in Medio Oriente, la premier Giorgia Meloni cita per due volte Elly Schlein, chiamando in causa direttamente e sfidando la segretaria del Partito democratico e infiammando l'aula di Montecitorio.
La prima occasione è una battuta, velenosissima, su uno dei ritornelli più cari a Elly. Rispetto al rapporto tra l'Italia, l'Europa e gli Usa, sottolinea il presidente del Consiglio con un mezzo sorriso,"mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara all'onorevole Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo. Siamo testardamente occidentali".
"Siamo 'testardamente occidentali', perché solo se l'Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli", aggiunge la premier.
Quindi la seconda stoccata, ancora più dura, alla leader del centrosinistra (Giuseppe Conte permettendo...): "Da giorni Elly Schlein ripete in televisione che è aumentata la precarietà, solo che questa è una menzogna verificabile e quando si mente è perché si ha paura della verità. La verità è con il centrodestra è aumentato il lavoro stabile e diminuito il precariato, la sinistra lo diceva la destra lo ha fatto". Applausi a scena aperta dai banchi del governo e del centrodestra.




