"Io ho moltissimi difetti, tranne uno. Non sono una persona abituata a scappare. Non scappo da missioni sconsigliabili per ragioni di sicurezza, non scappo davanti ai problemi, non scappo di fronte alle mie responsabilità. Sono abituata a mettere la faccia su quelle responsabilità".
E' questo uno dei passaggi più duri ed enfatici dell'intervento di Giorgia Meloni in aula alla Camera, per l'informativa di fronte a Montecitorio su guerra in Iran, referendum sulla giustizia, dimissioni nel governo e crisi energetica. Un intervento lungo, appassionato, che non ha lesinato passaggi polemici nei confronti di Elly Schlein e delle opposizioni, sia per gli attacchi strumentali sulla posizione italiana sulla situazione in Medio Oriente e la base di Sigonella sia per l'ultima bomba di "fango nel ventilatore" gettata da Report riguardo alla foto della premier con Amico.
Al termine di quella frase, quel "io non scappo" e "ci metto la faccia", due concetti scanditi con voce stentorea, a pieni polmoni, i banchi del centrodestra sono esploso in una standing ovation dal sapore liberatorio. Deputati e deputate di maggioranza, non solo di Fratelli d'Italia, il partito della premier, si alzano in piedi e applaudono fragorosamente.




