La sinistra ha scelto la svolta guardona e bacchettona. Sulla via del voyeurismo i compagni hanno decretato all’unanimità, finalmente, l’unità del Campo Largo. Tutti d’accordo, da Schlein a Conte, da Bonelli a Fratoianni, forse recuperano anche Calenda, di sicuro non c’è spazio per un accordo sottobanco con Forza Italia, «il partito dell’amore» che fu del mai troppo compianto Silvio. È giunto il momento di una forte battaglia di identità, di programma, una cosa di sinistra e di robusto nannimorettismo: il ripristino dei canoni dell’ars amatoria, la condanna del tradimento, la fine dell’era del degrado morale, il divieto delle corna. Se la linea politica dei progressisti è questa, dobbiamo trarne le gravi e urgenti conseguenze: i ministri nei prossimi governi andranno estratti a sorte da una lista di candidati di comprovata fedeltà, meglio se praticanti dell’astinenza sessuale. Basta con il piacere della carne e la debolezza dei sensi, servono dicasteri retti da servitori dello Stato.
Una classifica di potenziali attaccasottane, elaborata con gli ultimi modelli di Intelligenza Artificiale, renderà il lavoro di selezione più snello e rapido. Per i pentiti, sarà istituito un osservatorio e consultorio di recupero, con i migliori psicologi e scienziati del comportamento. L’osservazione metodica del rigore sessuale, prima che sopraggiunga il rigor mortis, sarà nel programma di governo delle sinistre. La vigilanza della Buoncostume ministeriale sarà severa, va d’altronde garantito all’opposizione che lo sbraco non alteri le regole democratiche e il gioco istituzionale. L’apertura alla riforma Zan sarà totale, tutti i generi saranno inclusi nelle nuove norme etiche, ma nel rispetto delle promesse laiche di fedeltà e assistenza reciproca. La destra subirà uno shock esistenziale, per molti sarà una questione di sopravvivenza e garanzia delle minoranze, ma dopo un periodo di adattamento, tutti capiranno che il kamasutra istituzionale è un problema per la tenuta della Repubblica.
Il Quirinale sarà consultato, quanto al Vaticano, non potrà che approvare e lanciare una campagna per l’8 per mille potenziato per aprire a sua volta centri di ascolto per la redenzione dei peccatori. All’opposizione verrà data - di diritto - la presidenza di una Commissione parlamentare bicamerale istituita per la scrittura dei nuovi codici, la riforma del comune senso del pudore, lo psicanalista Massimo Recalcati e il filosofo Massimo Cacciari ne faranno parte come consulenti scientifici. Il sesso si pratica solo tra coppie stabili (meglio se legalmente ufficializzate), niente vizi, comportamenti devianti, niente adulterio. C’è un dibattito aperto sull’onanismo e la ricerca ossessiva del piacere solitario, potrebbe anche quello avere un impatto sui lavori parlamentari, soprattutto quando è richiesto il numero legale.
La morale della società va tutelata, la decadenza dei costumi, ecco finalmente qualcosa che va oltre Trump (orrore) e lo Stretto di Hormuz, non è la guerra il problema, ma l’amore nelle sue forme politicamente scorrette, cribbio. Si vota tra un anno e la sinistra ha scoperto le potenzialità del guardonismo, le virtù educative della ghigliottina pubblica per il sedotto, per colui che cade nella tentazione della carne. Non ha resistito! Che sia dunque punito, espulso, distrutto, che sia già prima della sua cattura mascariato nelle chiacchiere romane, nei salotti, nei divani, nei postriboli. Le destre goderecce, un editoriale pronto per Massimo Giannini, un talk show perfetto per Lilli Gruber, che parta il tam tam, si alza il velo e... il ministro è nudo! Nessuno sfuggirà al giudizio universale del tribunale speciale, la Santa Inquisizione dello smutandato. Così si manda il governo Meloni a casa, la campagna elettorale diventa un manifesto di sessualità corretta, di probità, di inflessibile volontà nel non volere. C’è una morale? Perbacco, in attesa di un’altra «Concitata» storia di gossip, ecco la lezione, il pendolo della storia, la verità filosofica che arriva con la sigaretta, il sospiro, dopo aver consumato: è stato bello, ci siamo amati, ma finisce qua, devo tornare al ministero, la sinistra ci guarda e poi, si sa, chi di lenzuolo ferisce, di lenzuolo perisce.