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Le prove generali del nuovo partito "islamo-gauchista"

di Mario Sechi martedì 19 maggio 2026

2' di lettura

Lo sciopero per la Flotilla è la penultima frontiera del sindacato che in un tragico sottosopra agisce contro quello che un tempo chiamavano «il proletariato». I descamisados di Usb hanno bloccato i trasporti per polarizzare l’opinione pubblica in chiave anti-Israele, anti-USA, anti-Occidente e per cercare di catturare consenso elettorale attorno a una nuova coalizione di cui si intravedono i confini fiammeggianti, sul modello francese «islamo-gauchista», pro-Pal e filo Hamas.

La prova sta proprio nella scelta del bersaglio: il blocco di treni, metropolitane e mobilità urbana ha danneggiato i ceti popolari che il sindacato dichiara di rappresentare, una contraddizione, ma un obiettivo chiaro sul piano ideologico: non ci sono le ragioni dei lavoratori da difendere, ma l’accusa da portare avanti - a tutti i costi - contro il centrodestra «complice del genocidio» (che non c’è). Il risultato è la mostrificazione degli ebrei e di quei leader politici che, per ora, non hanno ceduto di schianto all’antisemitismo. Il Campo Largo e la Cgil sentono la crescita di questa pressione alla loro sinistra, Usb e altre sigle sono per loro una concorrenza interna temibile, così assistiamo a uno sbandamento estremo dell’intero fronte progressista, dove il centro è sparito.

Da Schlein a Conte, passando per Bonelli e Fratoianni, si è fatta strada l’idea di capitalizzare l’odio e incassare il dividendo nelle urne alla fine della legislatura. Gli organizzatori della Flotilla inseguono solo il clamore, sono provocatori a caccia della provocazione, non hanno alcun aiuto umanitario per Gaza, recitano la parte delle vittime, sapendo che l’abbordaggio israeliano è scontato. Questo tragico teatrino estremista ha delle conseguenze: l’indebolimento delle democrazie europee attraverso la mobilitazione dell’odio come collante politico.

La retorica pro-Pal è un veleno che corrode le istituzioni, la costruzione di un cartello elettorale (con addirittura l’idea di costituire un partito della Flotilla, a sinistra della sinistra) che diffonde idee intrise di antisemitismo è lo scivolamento verso l’orrore. Il punto di caduta politico di questa vicenda lo scopriremo presto: in Italia manca circa un anno al voto e lo scenario è già quello di un confronto estremo, violento, dove chi cerca di contrastare questa deriva subisce minacce e pressioni, il falso ricatto morale dell’accusa di «complicità» con Israele e gli Stati Uniti. Nel Campo Largo pensano di lisciare il pelo alla bestia. Che alla fine li mangerà.

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