Il Partito democratico "non è più il mio partito". Pina Picierno lascia i dem, in contrapposizione totale con la segretaria Elly Schlein e la sua linea massimalista. L'europarlamentare e vicepresidente del Parlamento europeo, dopo mesi di frizioni interne e interviste critiche, annuncia al Foglio la sua uscita polemica.
Dopo l'addio di Marianna Madia, un'altra big dell'area riformista del Nazareno, dunque, strappa. Non un bel segnale per Schlein, sempre più sdraiata sulle posizioni di Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E altre fuoriuscite si attendono nelle prossime settimane, quando si cominceranno a mettere a terra le possibili candidature alle prossime politiche del 2027. Tra gli esponenti che soffrono di mal di pancia più evidenti molti fanno il nome dell'ex ministro renziano Graziano Delrio.
Proprio a quella scadenza guarda in realtà Picierno: "La casa dei riformisti non c'è più - dice la ormai ex eurodeputata democratica -. E' ora di lavorare a qualcosa di nuovo per vincere le elezioni". Con chi, e come, non è ancora chiaro.
Certe invece sono le accuse, pesantissime, a Elly e al campo largo: "Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi". Così, nero su bianco. Fonti vicine alla vicepresidente del Pe hanno spiegato all'agenzia Ansa che Picierno aderirà al Partito Democratico europeo, del quale è segretario Sandro Gozi, anche lui ex democratico e "macroniano", e che all'Eurocamera milita nel gruppo Renew.
In Italia, invece, non si sono in ballo le due piste più ovvie: Italia Viva del suo ex mentore Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda, anche se quel "qualcosa di nuovo" lascia intendere che stia bollendo qualcosa nel calderone dei cosiddetti moderati.