Il programma di Futuro Nazionale ha un volto. E non è quello di Roberto Vannacci. Ad aver immaginato il "manifesto" politico del partito è stato infatti Lorenzo Gasperini.
Laureato in lettere e filosofia, il 34enne ex consigliere comunale della Lega è l'autore e ideologo delle tavole del partito. È lui ad aver preso la parola sul palco di Roma per presentare all'assemblea costituente le proposte del partito dell'ex generale: da quella dello straniero remigrato, fino ai mutui tricolori. "Noi proponiamo un tetto agli stranieri in Italia", "mutui tricolori" a tassi variabili in base ai figli; ridiscutere l'euro; appendere il crocifisso nelle scuole; riconoscere una sola famiglia, quella composta "da uomo e donna". E da dove si prendono i soldi? "Rispedendo a casa loro i carcerati stranieri".
"Intanto è scritto in italiano senza schwa - ha esordito Gasperini in merito al programma -. Noi chiamiamo le cose col loro nome. Non ci sarà l'interruzione volontaria di gravidanza, ma l'aborto; non ci sarà la gestazione per altri, ma parleremo di utero in affitto; non il suicidio assistito, ma l'omicidio volontario di un consenziente". Gasperini assicura che "ogni proposta tecnica nasce da una visione". Due le direttive principali: "Diritto naturale e tradizione, ovvero buonsenso e identità".
Per esempio: "Noi siamo per il diritto naturale, per l'ordine buono della realtà: la natura vuole che per mangiare si lavori, non vuole che l'economia si fondi sulla redistribuzione della ricchezza". E ancora: "Non c'è un capitolo sull'immigrazione, ma sulla scelta tra assimilazione o remigrazione". Il concetto è chiaro: "Non basta che gli immigrati rispettino le nostre norme, noi vogliamo un'Italia in cui ci siano quasi esclusivamente italiani".