Volano stracci a sinistra. "Ti propongo un pubblico confronto con le associazioni e le realtà migranti perché dobbiamo insieme cambiare la prospettiva di questo Paese", tuona il consigliere di Bologna, a sostegno del sindaco Pd, Siid Negash. Destinatario il governatore dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale. "Colpisce che nel 2026 un esponente del centrosinistra utilizzi ancora il termine ‘clandestini’, una parola che appartiene più alla propaganda che alla realtà – dice Negash stando a quanto riportato dal Resto del Carlino –. Le persone non sono clandestine: possono essere sprovviste di documenti, in attesa di regolarizzazione, vittime di procedure burocratiche lente e inefficaci. Le parole non sono neutre e chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe saperlo meglio di chiunque altro".
Nel mirino le parole del governatore dem a Otto e Mezzo: "Preoccupa l’idea secondo cui chi commette un reato debba essere automaticamente espulso dal Paese. Chi delinque deve essere perseguito, processato e condannato secondo le leggi dello Stato italiano, scontando la propria pena come ogni altro cittadino. La giustizia non può essere sostituita da una scorciatoia amministrativa che rischia di trasformare il tema della sicurezza in uno slogan elettorale", sostiene il consigliere eletto nella lista del primo cittadino Matteo Lepore.
"Io penso che questa enorme mole di clandestini vada ridotta" e "se uno è clandestino e ha anche commesso un reato ha tradito qualsiasi tipo di fiducia nel nostro paese" sono le due frasi che il governatore ha usato parlando della presenza di immigrati non regolarizzati sul suolo nazionale, sostenendo che questa presenza debba essere gestita.