Dopo la celebrazione in Consiglio comunale dei fatti di Genova del 30 giugno 1960 - quando il Movimento sociale di Almirante fu costretto a rinunciare al 6^ congresso nazionale per la reazione immediata della città - si alza la temperatura politica cittadina. Succede con l'intervento del consigliere comunale del Pd Si Mohamed Kaabour che riporta il suo intervento sui social, proprio a partire dal ricordo del giugno 1960 quando "i fascisti del Movimento Sociale Italiano vennero cacciati dalla nostra città".
E, scrive il consigliere "oggi gli eredi di quella cultura, nemica della democrazia e della coesione sociale, pensano di riprendersi spazio facendo ricorso, senza più alcun pudore, a concetti che la Storia ha già condannato". Fascismo, xenofobia e razzismo, scrive Kaabour: "bisogna reagire, rimettendo al centro i valori della nostra democrazia: ogni forma di discriminazione, esplicita o implicita, fondata sull'origine, sulla cultura o sulla religione di una persona è incompatibile con i principi della nostra Costituzione". "Fa sorridere, ma fino a un certo punto, vedere esponenti della Lega, preoccupati della propria irrilevanza politica, fare a gara con la loro stessa creatura politica su chi riesca a odiare di più - prosegue il consigliere sui social -. Non accetto il mondo a soqquadro nel quale vorrebbero costringerci a vivere. E ricordo che l'ultimo che trascinò l'Italia in un mondo al contrario è finito in Piazzale Loreto. Ora e sempre: nelle fogne razzisti e islamofobi. Ora e sempre: mi troverete dentro e fuori dal consiglio comunale a rispondervi, parola per parola".
Su Instagram la risposta della Lega: "Nei prossimi giorni la proposta di legge della Lega metterà la parole fine a questi ripetuti atti di arroganza. Nessuno spazio e nessuna concessione ad associazioni o realtà islamiche fino a che non verrà sottoscritto un accordo fra lo Stato e l'Islam in base al quale (come accade per altre confessioni religiose) viene riconosciuta la prevalenza della Costituzione e della legge italiane nei confronti del Corano". La tensione dunque sale: e salirà ancor di più l'11 luglio quando il generale Roberto Vannacci arriverà a Genova per incontrare 'i suoi' consiglieri locali. E intanto gira la voce che la Fiom Cgil voglia dargli il benvenuto, mobilitando i metalmeccanici della Cgil e i camalli, anima antifascista della città.