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Caso Roggero, ecco perché Nordio poteva proporre la grazia

di Massimo Sanvito sabato 18 luglio 2026

3' di lettura

«Nordio vuole scavalcare Mattarella!». «Nordio non conosce la Costituzione!». «Il governo delegittima Mattarella!». «Il governo ha messo sotto attacco Mattarella!». «Sono tutti fascisti!». Balle in libertà da tutto l’arco progressista. È bastato che il ministro della Giustizia si muovesse per avviare l’istruttoria della richiesta di grazia per Mario Roggero, perché le opposizioni si mobilitassero, nessun partito escluso, all’uso e consumo del Quirinale per attaccare il centrodestra. «Solo il presidente della Repubblica può concedere la grazia!».

Ma davvero? Non lo sapeva nessuno... Menomale che ci sono i soloni della Carta a spiegarcelo, altrimenti come faremmo a campare? Nell’intervista a Libero di ieri, il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, aveva già spiegato come esistesse una circolare datata 2021 e firmata dal presidente emerito della Corte Costituzionale, l’allora ministro Marta Cartabia, che prevede la possibilità per il Guardasigilli di avviare motu proprio l’iter per la concessione della grazia.

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PROPOSTE D’UFFICIO
Ma non è tutto. C’è anche un libro, che si intitola “L’esercizio del potere di grazia. Regole e prassi del procedimento per la concessione della clemenza individuale” (Giuffrè Editore, 2016), che spiega molto bene come funziona la prassi. Lo ha scritto Enrico Gallucci, consigliere di Cassazione nonché rinomato giurista, ovvero il magistrato che dal 2006 presta servizio fuori ruolo presso il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica al Quirinale, dove ricopre il ruolo di responsabile dell’ufficio “Comparto grazie”. E cosa scrive Gallucci in questo libro? Che in “(...) in caso di proposta di grazia o, infine, di apertura di istruttoria ex officio su impulso del Capo dello Stato o del Ministro, la relativa istruttoria deve avere necessariamente corso”. E ancora: “Resta, naturalmente, ferma la possibilità per il Capo dello Stato o per il Ministro di dare avvio, di ufficio, all’istruttoria, prendendo spunto proprio da istanze a favore della grazia da soggetti non legittimati”.

Di nuovo: “Anche in caso di grazia concessa “di ufficio”, però, è necessario procedere all’istruttoria, la cui attivazione viene allora disposta dal Presidente della Repubblica o dal Ministro della Giustizia (a seconda di chi abbia preso tale iniziativa) e segue la sequenza ordinaria, con l’acquisizione dei pareri delle competenti autorità giudiziaria”.

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IL PRECEDENTE
Giusto per rinfrescare la memoria al campo largo, nel 2007 fu proprio il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, erano i tempi del governo Prodi II, a proporre la concessione della grazia a cinque ex terroristi altoatesini condannati per attentati commessi negli anni ’60 con l’obiettivo riportare l’Alto Adige sotto l’Austria: quattro furono graziati dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, mentre per il quinto la clemenza coprì il breve periodo che lo separava dalla prescrizione della pena detentiva. In quel caso nessuna domanda era arrivata né da parte dei condannati né da altre persone legittimate a farlo, ovvero parenti o avvocati, così come previsto dall’articolo 681 del codice di procedura penale.

Quella proposta fu poi accolta dal presidente della Repubblica dell’epoca, Giorgio Napolitano. Del resto, è lo stesso comma 4 dell’articolo 681 a prevedere che la grazia “può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta”, dunque d’ufficio, cioè d’iniziativa del capo dello Stato o del Guardasigilli. Dunque, al contrario della vulgata progressista, Nordio non ha nemmeno lontanamente cercato di travalicare le prerogative di Mattarella. Settimana prossima, dopo la richiesta protocollata ieri dalla moglie del gioielliere, sarà avviata l’istruttoria per l’eventuale grazia con un iter ordinario, senza alcuna forzatura istituzionale. I magistrati avranno il compito di raccogliere tutta la documentazione, i pareri del Tribunale di Sorveglianza e lo storico giudiziario di Roggero. Alla fine, come è ovvio, spetterà solo al presidente della Repubblica dare il via libera, o meno, alla clemenza.

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