«Le primarie? Se verrà approvata la nuova pessima legge elettorale potrebbero essere inevitabili. E dobbiamo farle il prima possibile, indirle a settembre per votare a ottobre: una grande festa democratica. Se si sceglie di non farle?
Ci sarebbe un’altra via, con una legge che obbliga a indicare nel programma un candidato presidente. Potremmo indicare una figura autorevole che ci rappresenta tutti, non un premier. Non sarebbe un nome finto». Lo dichiara in un'intervista al quotidiano Il Foglio Alessandro Onorato, coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia.
«Insomma, si potrebbe imparare dall’esperienza del referendum, aggregandosi attorno alla reale applicazione della Costituzione. Per la Costituzione l’indicazione del premier spetta al presidente della Repubblica. Noi allora indicheremmo soltanto un garante del nostro percorso - il premier, dopo il voto, in base ai risultati, sarà indicato in piena libertà dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In Italia non c'è il presidenzialismo, ma si tende a polarizzare lo scontro tra due volti», conclude il super assessore ai Grandi eventi della Giunta di Roberto Gualtieri, anche se Elly Schlein sulle primarie sembra essere ancora fredda.
Ma l’assessore a Roma e coordinatore nazionale di Scelta civica è determinato e convinto della sua proposta. Infatti non ci ha pensato un attimo ad aggiungere questo nuovo elemento di discussione nel già intricatissimo e affollatissimo dibattito sul metodo per scegliere il leader del campo progressista.
Onorato tifa fortemente per le primarie, e questo era già noto da tempo, ma senza voler indicare subito un premier, che verrebbe indicato solo dopo il voto in base a come saranno i risultati. Prima viene il programma da sottoporre agli elettori.