Per il Movimento 5 stelle, per Giuseppe Conte e per tutto il Campo largo la lotta contro chi non paga le tasse è da sempre un caposaldo programmatico. Un tema identitario da contrapporre alle parole d’ordine della destra sulle imposte da abbassare e sul Fisco usuraio. Ma, grazie ai bilanci che sono stati pubblicati ieri sul sito della Camera di commercio emerge come l’ex premier Conte il «nemico» lo abbia in casa. Infatti l’ex Avvocato del popolo vive in un appartamento di proprietà dell’Immobiliare di Roma Splendido, società della compagna Olivia Paladino, che ha un debito con l’Erario di 22,064 milioni (23,6 nel 2024), mentre a pagare l’affitto della dimora sarebbe un’altra delle società della holding, l’Unione esercizi alberghi di lusso (Uneal), che ha accumulato addirittura 33,58 milioni di debiti tributari (30,76 nel 2024). La società che dovrebbe incorporare la Splendido, in base a un recente progetto di fusione, la Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, ha visto crescere le sue pendenze con l’Erario da 1,7 milioni a 3,6, più del doppio.
In totale si tratta di oltre 59 milioni di debiti tributari. A cui si aggiungono quelli previdenziali: 2,35 milioni dell’Uneal (1,71 nel 2024), 875.000 della Splendido (1,47 nel 2024) e 167.000 dell’Agricola (166.000 nel 2024). Per un computo finale di circa 62,6 milioni di debiti con Fisco e istituti previdenziali. Non significa che siano tutti scaduti o immediatamente esigibili. Nei bilanci risultano rateizzazioni e garanzie. La dimensione dell’esposizione resta però considerevole. E rende legittima una domanda: quale parte di quei 62,6 milioni è oggi regolarmente rateizzata, quale è scaduta e quali iniziative hanno assunto i creditori pubblici? Dire che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sia rimasta completamente passiva sarebbe scorretto. Nel bilancio Uneal risulta, per esempio, un’ipoteca iscritta su un immobile di via della Camilluccia per debiti contributivi. Ma nei conti c’è un numero ancora più impressionante. Sommando i debiti iscritti nei bilanci delle tre società (compresi quelli infragruppo) si passa dagli 85,7 milioni nel 2024 ai 123,4 milioni nel 2025. Quasi 37,7 milioni di passività in più in dodici mesi, circa il 44 per cento.
Uneal passa da 40,17 a 43,92 milioni, Agricola da 19,49 a 25,30 milioni, ma il salto maggiore è quello di Splendido: da 26,06 a 54,23 milioni. Più del doppio. Spulciando i nuovi bilanci, la notizia apparentemente migliore arriva dall’Uneal, la società che gestisce il Plaza e, a quanto risulta a Libero, pagherebbe l’affitto di casa Conte-Paladino. Come anticipato ieri da Open, dopo una perdita di circa 3,7 milioni nel 2024, il bilancio 2025 chiude con 8,89 milioni di utile. Anche l’attività alberghiera mostra una ripresa significativa: sono stati registrati ricavi per 10,49 milioni di euro. Per l’Uneal si può parlare di svolta? Probabilmente no. Infatti, leggendo attentamente la nota integrativa, si scopre che la società contabilizza una plusvalenza di 5,764 milioni dalla cessione di opere d’arte, un’altra di 1,380 milioni dalla cessione di marchi e altri 3,254 milioni dalla vendita dell’intera partecipazione posseduta in Sorelle Fontana alta moda. E a chi è stata ceduta? All’Immobiliare Splendido, realizzando l’ennesima operazione infragruppo.
In totale si tratta di oltre 10,39 milioni di plusvalenze, che hanno immediatamente prodotto il proprio effetto sul conto economico di Uneal, sebbene il relativo corrispettivo finanziario, invece, al 31 dicembre, fosse ancora in larga parte da incassare. Anche perché dall’altra parte del tavolo c’è la Splendido, che alla stessa data disponeva di 148 euro di liquidità. Non 148 mila, 148 euro. Particolarmente interessante è la plusvalenza collegata alla partecipazione in Sorelle Fontana. Al 31 dicembre 2024 Uneal deteneva il 70 per cento della storica maison romana. La partecipazione era iscritta in bilancio per appena 18.022 euro. Adesso quella stessa quota, nella pancia di Splendido, ha visto lievitare il proprio valore a circa 6 milioni di euro. Un incremento significativo nella valorizzazione di una partecipazione si era già registrato con la cessione, raccontata ieri da Libero, di una quota dell’Immobiliare Splendido, scambiata tra altre due società del gruppo: l’Archimede immobiliare e la Colle Rao. Due operazioni gemelle effettuate senza un reale e immediato esborso di denaro.
Naturalmente non abbiamo elementi per sostenere che le plusvalenze siano fittizie, né tantomeno per ipotizzare reati. Se un'azienda registra un credito, ci deve essere una controparte che iscrive un debito. Alla fine è l’Immobiliare Splendido che dichiara a bilancio il peggioramento più vistoso. I debiti verso fornitori sono passati da appena 62.845 euro a 11,01 milioni; quelli verso società controllate da 714 mila a 6,71 milioni; gli altri debiti da 127 mila euro a 13,50 milioni. Per un totale di 54,23 milioni. Contemporaneamente la Splendido ha perso altri 4,85 milioni. Non sta molto meglio la Agricola, che, nel 2026, dovrebbe incorporare altre quattro società del gruppo. L’azienda ha chiuso il 2025 con 16,07 milioni di patrimonio netto negativo, 25,30 milioni di debiti e appena 12.403 euro di liquidità. Il risultato è che la società, sulla carta, più fragile è diventata quella che deve sopravvivere. Il 12 febbraio 2026 Agricola è stata posta in liquidazione, ma in base al nuovo progetto, depositato a fine luglio, dovrebbe incorporare Immobiliare di Roma Splendido, Archimede Immobiliare, Agricola Andromeda e Colle Rao.
Negli ultimi mesi è cambiata anche la posizione dell’ex socio Shawn Shadow, fratellastro delle sorelle Olivia e Cristiana, liquidato dalle stesse con la promessa di un bel gruzzolo. Nel 2024 la Splendido aveva accantonato circa 10,06 milioni per la controversia nella quale era coinvolta quale garante del debito di Agricola nei confronti di Shadow. Nel maggio 2026 è stato raggiunto un accordo transattivo che è stato integralmente recepito nel bilancio del 2025. Il precedente fondo è stato sostituito da un debito certo ed esigibile di 13.433.792 euro e la Splendido è diventata obbligata in solido con l’Agricola nei confronti dell’ex socio. Un «rischio» stimato in circa 10 milioni si è trasformato in un’obbligazione da oltre 13,4 milioni.
L’ancora di salvezza per la holding resta il Grand hotel Plaza, posto in vendita a circa 325 milioni di euro, una cifra che risolverebbe tutti i problemi e che consentirebbe, una volta saldati i debiti, alle due sorelle Paladino di incassare alcune decine di milioni di euro a testa. La domanda che sorge spontanea è perché, con un patrimonio di queste dimensioni, si sia arrivati a mettere in liquidazione le due principali società del gruppo, a registrare perdite ricorrenti, ad accumulare oltre 60 milioni di debiti verso Fisco e previdenza e a decidere una fusione che gli stessi revisori descrivono come decisiva per assorbire le criticità precedenti? Le risposte a tali quesiti, nei documenti pubblicati finora, non le abbiamo trovate. Ma forse ci penserà direttamente Conte a dare qualche spiegazione agli italiani. Perché un politico risulta credibile se applica (e fa applicare) nella sua vita privata gli stessi valori che sostiene e difende in pubblico.