Fratelli d’Italia parte così, e ha gioco facile: «Ranucci si paragona a Moro, Piersanti Mattarella, Falcone e Borsellino, scrivendo di essere “una voce che spaventa”. Ma a spaventare non è la sua voce, bensì i suoi silenzi. Usi la sua voce libera per spiegare perché il giorno della perquisizione a Lavitola è stato due ore al telefono col presunto mandante dell’attentato per tentare di concordare un alibi».
Sempre i componenti di Fdi in commissione Vigilanza Rai proseguono: «Aspettiamo di ascoltare questa voce, ma nel frattempo non possiamo non giudicare ignobile che Ranucci si paragoni a chi davvero la mafia l’ha combattuta». Poi ci pensa il capogruppo del partito alla Camera, Galeazzo Bignami: «Mentre Ranucci usando i soldi di tutti noi mandava in onda, su Telemeloni, servizi contro Meloni, sempre Ranucci si preparava a candidarsi contro Meloni organizzando sondaggi fatti con quel Lavitola che è in carcere accusato di avergli messo una bomba sotto casa per accrescerne la popolarità. E la sinistra secondo voi dopo aver accusato Meloni di aver creato un clima contro Ranucci, chiede scusa? Figuriamoci. Anzi, attacca Fdi e dice che la stampa è libera di dire quel che vuole. Sì, libera di dire quel che vuole la sinistra». Poi un post sempre di Fdi: «Elly, quando chiederai scusa al governo?». Matteo Salvini tuona: «Ranucci si paragona a Moro, Falcone e Borsellino? Non so se faccia più rabbia, pena o tristezza.È opportuno che il servizio pubblico, finanziato da tutti gli italiani, sospenda la collaborazione con chi è coinvolto in questa torbida vicenda».
Per la senatrice M5S Barbara Floridia «Ranucci è vittima tre volte: dell’attentato, della manipolazione, di una conoscenza di Lavitola che si è rivelata terribile». Tocca alla compagna di partito Chiara Appendino: «La destra vuole punire chi ha subito l’attentato». Anche secondo Angelo Bonelli «il giornalista è vittima: la destra interrompa la vergognosa campagna di fango». Ha parlato anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ma in altri termini: «Per anni sono stato massacrato da Report sulla storia dell’autogrill. Potete immaginare come dopo la confessione di Lavitola potrei dire molto, ma preferisco restare garantista».