"L’Europa senza l’Italia non va da nessuna parte". La sentenza è chiara e la emette Francesco Lollobrigida, che rivendica il peso dell’Italia nell’Unione europea e il cambio di passo del governo Meloni. Il ministro dell’Agricoltura è intervenuto a “Bar Italia”, a San Benedetto del Tronto, durante il tour estivo di Fratelli d’Italia.
Il punto di partenza è chiaro: "L’Europa si fa su due obiettivi: pace e prosperità". Ma, per arrivare alla prosperità - ha spiegato Lollobrigida - serve "un sistema produttivo che funziona, un’economia forte". Solo così l’Europa può contare "sulle grandi scelte geopolitiche" e contribuire alla costruzione della pace. Il ministro respinge quindi l’idea di un’Italia contro Bruxelles. "Noi abbiamo bisogno dell’Europa, quella dei Trattati di Roma, senza l’Europa saremmo più deboli". Ma il rapporto, secondo Lollobrigida, funziona in entrambe le direzioni: "L’Europa senza Italia non va da nessuna parte".
Poi, il racconto del suo arrivo nelle istituzioni europee insieme al governo Meloni. All’inizio, ha ricordato, c’erano campagne contro Fratelli d’Italia. Poi qualcosa sarebbe cambiato, quando gli interlocutori europei hanno compreso la volontà dell’esecutivo di "costruire" e cambiare l’Unione tornando ai principi della sua fondazione. La frase riferita dal ministro è netta: "Ci hanno detto: meno male che siete tornati".
Duro anche il giudizio sulle politiche europee per pesca e agricoltura. In trent’anni, ha detto, i pescatori europei "si sono più che dimezzati" a causa di "scelte scellerate" dell’Ue. "Hanno messo i pescatori contro l’ambiente e gli agricoltori contro la terra", ha accusato, ricordando che l’agricoltore è "il principale custode del territorio". Un tema particolarmente rilevante per l’Italia, dove il 79% del territorio è composto da aree collinari e montane. Infine, i numeri dell’agroalimentare: "record storico di 73 miliardi di euro" per l’export e oltre 17 miliardi tra interventi e incentivi all’agricoltura. E sul vino Lollobrigida taglia corto: "Credo che il vino non sia un veleno". Poi la battuta sul governo Meloni. Dopo oltre 67 governi nella storia repubblicana, per arrivare a un esecutivo destinato a durare un’intera legislatura "si doveva aspettare una donna". Il motivo? "Perché tutte le donne sono più brave degli uomini nella cura delle cose". Ipse dixit.