Libero logo

Legnano, sfregio alla Lega: occhio al simbolo del Gay Pride

lunedì 24 agosto 2026
Legnano, sfregio alla Lega: occhio al simbolo del Gay Pride

2' di lettura

Aperta polemica a Legnano. Siamo nel Milanese e domenica 13 settembre è prevista l’edizione cittadina del Pride. Nel logo della manifestazione, gli organizzatori del corteo, hanno inserito Alberto da Giussano nonché simbolo della città e anche, storicamente, simbolo del partito politico della Lega. A sollevare il caso è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale legnanese, Mario Almici, già candidato alla guida della città e sconfitto, nel corso dell’ultima tornata elettorale, dal rappresentante del Partito democratico Lorenzo Radice, sindaco uscente.

«Leggo che per il prossimo Pride la sinistra ha pensato bene di arruolare persino il guerriero di Legnano, uno dei simboli più riconoscibili della nostra città, naturalmente rivisitato per l’occasione con i colori della bandiera LGBT», ha così scritto Almici sui propri profili social. Poi prosegue a spada sguainata. «Una scelta quantomeno discutibile, ma c’è un particolare che mi incuriosisce ancora di più. Gli organizzatori ci hanno spiegato che “la città è di tutti”. E allora, mi viene in mente una provocazione: cosa gli ha impedito di portare il corteo fino al cuore della città, in Piazza San Magno? Quando si tratta di arrivare nella piazza principale, evidentemente tutta questa voglia di stare “nel cuore di Legnano” viene un po’ meno».

661x400

A questo punto è arrivata, tramite lettera aperta, la risposta del primo cittadino Lorenzo Radice: «Prima dei simboli vengono le persone. Per questo al centrodestra di Legnano faccio una domanda molto semplice: pensate che le persone LGBTQ+ abbiano pieno diritto di essere visibili, di manifestare e di rivendicare pari dignità e diritti nella loro città? Mario Almici, peraltro, una risposta l’aveva già data. In campagna elettorale, a una domanda precisa sul Pride, aveva dichiarato che non si sarebbe opposto alla manifestazione e che, se fosse diventato sindaco, avrebbe anzitutto incontrato gli organizzatori per conoscerli e capire come intendessero costruirla».

Il team del Legnano Pride è entrato a gamba tesa al centro della diatriba senza risparmiarsi. «Abbiamo deciso di farlo nostro - Alberto da Giussano, ndr - e di rivendicarlo perché siamo persone queer, ma siamo anche e soprattutto legnanesi». E poi citano l’inno d’Italia. «Se dall’Alpi a Sicilia dovunque è Legnano, Legnano deve essere la casa di tutt*».