Alessandra Todde
Altro grottesco per Alessandra Todde, la presidente della Sardegna. Tutto verte contro l'arrivo dei detenuti al 41 bis nel carcere di Uta, padiglione che però fu destinato a tale funzione proprio da Alfonso Bonafede, esponente del M5s, quando il Pd era in maggioranza nel governo Conte II. Circostanza ricordata alla Todde da FdI.
La governatrice sarda ha contestato la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio, accusando il governo di aver agito senza un adeguato confronto con le istituzioni sarde. Todde riconosce che "Il 41 bis è uno strumento fondamentale contro la criminalità organizzata", ma critica la concentrazione in Sardegna di numerosi detenuti sottoposti al regime speciale.
La presidente ha inoltre parlato di una Sardegna trasformata nella "Cayenna d’Italia", richiamando le difficoltà già presenti nelle carceri di Uta e Bancali. Sulla stessa linea il segretario regionale del Pd Silvio Lai, secondo cui l'insularità verrebbe sfruttata per "tenere i boss lontani dalla penisola".
A replicare è Salvatore Deidda, deputato sardo di Fratelli d'Italia, che definisce la protesta "uno spettacolo surreale". Il motivo? La struttura di Uta destinata al 41 bis venne completata proprio durante il governo Conte II. "Assistere oggi alle proteste e alle barricate della sinistra e della presidente della Regione Alessandra Todde contro l’arrivo dei detenuti in regime di carcere duro a Uta è uno spettacolo surreale", afferma Deidda.
Il reparto, ricorda il parlamentare, fu ultimato il 7 gennaio 2021, quando - come ricordato in premessa -Bonafede era ministro della Giustizia e Conte guidava l'esecutivo sostenuto da M5S e Pd. Dopo collaudi e adeguamenti, nel luglio 2025 il Dap ne ha comunicato l'attivazione. A dicembre è arrivato il piano nazionale di riorganizzazione del circuito 41 bis.
"L’attuale governo – sottolinea Deidda – non ha fatto altro che collaudare e mettere in funzione, per dovere di efficienza e per non sprecare risorse pubbliche già spese, un’opera ereditata dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle". E la conclusione è tutta politica: "Se Todde si lamenta dalla Sardegna trasformata in Cayenna non ha che da lamentarsi con il suo partito".