Dove non è arrivato il dem Matteo Lepore, che purtroppo è arrivato in alto in tante circostanze e volerà anche in futuro, è arrivata la collega Valentina Cuppi, sindaco anche lei dem ma della bolognese Marzabotto (tristemente noto per l’eccidio), la quale mercoledì 23 settembre, sul palco del teatro comunale, conferirà alla non avvocato pro-Pal Francesca Albanese la cittadinanza onoraria. In un altro teatro, a Ravenna, l’anno scorso la relatrice rossa dell’Onu aveva preso in giro il sindaco, a sua volta dem, perché si era permesso di ricordare anche le vittime di Hamas.
È da quel momento che il sindaco di Bologna, il quale aveva già approvato il conferimento della cittadinanza, è stato costretto al dietrofront: l’uscita sgangherata dell’Albanese aveva spaccato il Pd, che da quel momento ha cercato di tenere a debita distanza la signora la quale però continua a essere in odore di candidatura grazie ad Alleanza Verdi Sinistra.
COM’È ANDATA
Era il 5 dicembre Lepore ribadiva che «la revoca del provvedimento della cittadinanza non è un’opzione, perché motivata dal ruolo svolto per la Palestina e le Nazioni Unite». Il testo proseguiva così: «Per quanto ci riguarda adesso giriamo pagina e ci concentriamo su altro, con impegno e dedizione. Lasciamo ad altri le strumentalizzazioni, senza vinti né vincitori». E però alla fine in calendario non è stata fissata alcuna data. Prima di arrivare alle dichiarazioni della Cuppi ricordiamo chi è. Nel 2013, alle elezioni politiche, è stata candidata alla Camera da Sinistra Ecologia e Libertà – il capo era Nichi Vendola – ma non è stata eletta.
LE DELUSIONI
Nel 2020 l’allora segretario del partito, Nicola Zingaretti, l’ha proposta per la carica di presidente dell’assemblea nazionale del partito al posto di Paolo Gentiloni, carica poi ottenuta. Alle elezioni politiche del 2022 il Pd l’ha candidata nel collegio Emilia Romagna 02 ma ancora una volta non è stata eletta.
«Non mi interessano le polemiche», ha detto in queste ore il sindaco di Marzabotto, «ritengo le motivazioni per il conferimento assolutamente valide e le confer mo».
La curiosità è che l’ex sindaco di Marzabotto, Andrea De Maria – oggi deputato dem – aveva chiesto al Comune di Bologna la revoca dello stesso riconoscimento.
Stavolta però non ha voluto commentare. La cerimonia avverrà prima della presentazione del libro “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà”, che potrebbe essere il veicolo per girare il Paese in modalità campagna elettorale, dato che l’anno prossimo scadrà il mandato come esperta di Palestina.
L’ELOGIO
Il libro, leggiamo sulla pagina internet del Comune di Marzabotto, «ha lo slancio di un manifesto e il sentimento di un’opera d’amore: la Palestina offre al mondo uno spiraglio di luce che invita ad aprire gli occhi e agire». Quasi dimenticavamo, forse per la volontà di rimuoverlo dalla mente, quando la signora Albanese, dopo l’assalto del centro sociale Askatasuna alla sede de La Stampa di Torino, ha parlato di «monito per la stampa». ù Invece non dimentichiamo, e neanche vogliamo farlo, che con il centro sociale di Askatusuna sfilano regolarmente alcuni onorevoli di Alleanza Verdi Sinistra.