Giuseppe Conte ci riprova. Nonostante il disastro del Superbonus, il leader del Movimento 5 Stelle torna a insistere. Nel programma presentato all'assemblea di 'Nova', tra le proposte approvate dagli iscritti c'è il voto ai 16enni (che tuttavia ha avuto il 47,65% di voti contrari) e il reddito di base di 1.000 euro "dedicato ai lavoratori professionali della cultura e della creazione", definito dagli stessi grillini un "reddito creativo".
E ancora: una detrazione sui redditi da lavoro per gli under 35 nei primi 5 anni di occupazione; un abbonamento unico nazionale per i trasporti che sia gratuito sotto una determinata soglia Isee e "a tariffa fortemente agevolata per gli under 30"; un "assegno di autonomia universitaria", lo stop ai tirocini gratuiti (dovranno essere pagati) e la creazione di un fondo pubblico che garantisca la cauzione e una quota limitata del rischio di morosità per gli under 35 con un reddito compatibile con il canone ma privi di garanzie patrimoniali". Tra le misure per i giovani approvare dagli iscritti c'è anche il riconoscimento, al compimento dei 18 anni, di una "dotazione pubblica di 15mila euro", destinata "ai giovani appartenenti a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300.000 euro, con una modulazione che concentri il beneficio sui redditi bassi e medi".
"Le risorse - viene chiarito - non sono liberamente spendibili: possono essere utilizzate, anche negli anni successivi, per università e alta formazione, corsi professionalizzanti, avvio o ingresso in un'impresa, attività professionale, mobilità per studio o lavoro e altri investimenti certificati nell'autonomia personale". Ma da dove arriverebbero le coperture? "Da una riforma in senso progressivo dell'imposta sulle successioni e donazioni, aumentando il prelievo sui grandi patrimoni ereditari e sui trasferimenti di ricchezza di maggiore entità". Eppure la proposta non è farina del sacco dei Cinque Stelle ma era già stata pensata dall'ex segretario Pd Enrico Letta. Peccato però che all'epoca Conte si disse contrario: "Il problema dei giovani - disse il leader pentastellato - non lo risolvi tassando i super ricchi e offrendo una dote ai 18enni. E chi ha compiuto dai 19 anni in su? I giovani non vogliono una dote, vogliono la speranza per il proprio futuro, vogliono un'opportunità concreta di lavoro, non il lavoro precario di un giorno o una settimana". Quanto costerebbe il tutto? Ad oggi, secondo i dati Istati del 2025, i 18enni sono 590.659. Se la "dote" venisse erogata a tutti, a spanne la misura costerebbe 8,8 miliardi di euro.