"Pd e Movimento 5 Stelle sono costretti a stare insieme se vogliono tentare di vincere, quindi una coalizione ci sarà, ma è impossibile che arrivino a scelte chiare e univoche sulla politica internazionale". Massimo Cacciari, intervistato dal Fatto Quotidiano, ne è certo. Elly Schlein e Giuseppe Conte non riusciranno a trovare un accordo sulla questione, annosa, dell'invio degli armamenti all'Ucraina. Secondo il filosofo, l'unica speranza per il campo largo è che "in un modo o nell'altro la guerra in Ucraina abbia termine".
Solo a quel punto "può essere che un eventuale governo di centrosinistra possa produrre qualcosa". Non prima. E viste le possibilità minime di assistere alla fine del conflitto prima delle prossime elezioni politiche, secondo Cacciari non sarà "possibile giungere a una effettiva sintesi". Ne consegue che anche per quanto riguarda la politica interna sarà "complicato progettare un discorso coerente".
Il filosofo, poi, ne ha anche per Elly Schlein. A suo dire, la segretaria dem non possiede i mezzi per cambiare il Partito Democratico. "Il Pd - dice - nasce con una serie di equivoci che non potranno mai essere superati. È un partito nato prima che fosse fatta chiarezza su alcuni nodi, solo che all’epoca la situazione non era tragica come oggi, non obbligava a scelte radicali come oggi, e quindi il Pd è andato avanti senza mai fare chiarezza al suo interno, lasciando convivere al suo interno aree politiche diverse".
Si chiude con una valutazione sul partito di Matteo Renzi e i centristi in genere. Anche qui Cacciari ha le idee chiare: "Ma cosa contano? Nulla. Quello che conta davvero è la contraddizione politica e culturale che domina il Pd dalla sua fondazione, non i Calenda e i Renzi. I problemi dentro al Pd".