Nazisti immaginari. E multe ridicole. Succede a Reggio Emilia, dove è stata comminata una sanzione di venti euro per due società di calcio a sette. Il motivo? Hanno schierato un giocatore con la maglia 88. Il numero, infatti, è ritenuto un simbolo del nazismo, dal momento che rappresenta l’ottava lettera dell’alfabeto, la “h”: ovvero Heil Hitler, il saluto nazionalsocialista ufficiale, adottato nella Germania degli anni ’30. A comminare la multa è stato il Comitato sportivo italiano di Reggio Emilia, che ha sanzionato due squadre reggiane di calcio a 7: The Mount Peli e Masone Suave City. A riportare la notizia è la Gazzetta di Reggio.
Il giudice sportivo dell’ente ha decretato che le due società dovranno versare l’importo perché, nella distinta compilata per partite disputate nell’ultimo fine settimana, c’era un giocatore che ha indossato il numero 88. «Venti euro (1/a recidiva) per inserimento in distinta di atleta con numero non consentito (88)» si legge, scrive il quotidiano, sul comunicato del Csi in data 14 ottobre per il settore calcio a 7, affiancato al numero della gara. Dai due club esprimono sorpresa. Giurano che non ne sapevano niente di quella regoletta che bandisce dai campi di calcio l’88.
Da giugno 2023, infatti, quel numero non si può più utilizzare nel calcio. Proibito. Tre anni fa è stato sottoscritto un protocollo d’intenti tra il Viminale col ministro Matteo Piantedosi, il ministero dello Sport con Andrea Abodi e la Figc con l’obiettivo di contrastare l’antisemitismo nel mondo del calcio. E, tra le diverse misure adottate, c’era appunto pure il divieto di indossare la divisa col numero 88. In serie A o nei campionati più importanti, però, ci sono persone incaricate di seguire queste dinamiche. Negli Amatori, invece, moltissimi ne sono ignari. Come, forse, le due società coinvolte. Fatto sta che The Mount Peli e Masone Suave City sono state multate. Si tratta di un’ammenda (che sarà trattenuta dai costi di stagione) che l’ente di promozione ha dovuto assegnare altre volte ma che in questa stagione non era ancora stata comminata. E lo ha fatto applicando alla lettera il regolamento, senza nessuna possibilità di ricorso.
I dirigenti dei due club hanno espresso sorpresa e disappunto. Uno dei dirigenti, spiega la Gazzetta di Reggio, fa sapere che qualche volta la maglia numero 88 è stata ingenuamente utilizzata: «Non sapevo di questa regola e me ne prendo la responsabilità ma il riferimento non è nel modo più assoluto al nazismo». Un tecnico di un’altra delle tre società dice invece che il ragazzo coinvolto è mortificato e che ha deciso ieri sera di non scendere in campo.