Un nuovo caso scuote la sinistra. Si tratta del post del consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra italiana di Thiene, Vicenza. Come spiegato da Matteo Salvini, che condivide l'accaduto, "Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale di AVS a Thiene (Vicenza), pubblica 'Siamo tutti Youssef Siher', riferendosi all’uomo di origini marocchine fermato e indagato per istigazione a delinquere, violenza organizzata e terrorismo, ritenuto la mente del Movimento 17 ottobre". "Dopo le violenze e le devastazioni di Milano - tuona il leader della Lega -, anziché stare dalla parte dei cittadini, dei commercianti e delle Forze dell’Ordine, c’è chi esprime solidarietà a chi è accusato di aver alimentato il caos. Una vergogna per chi rappresenta le istituzioni. DIMISSIONI!". Poi, in allegato al post, la foto del consigliere accanto a Ilaria Salis, anche lei nota per le sue posizioni tutt'altro che vicine agli agenti.
Ma Kaabouri non è nuovo a sparate di questo tipo. Già lo scorso anno il giovane politico di origini tunisine aveva scritto, sempre sui social: "Io sto con Mohammad Hannoun. Sto con lui e con tutte le persone arrestate il 27 dicembre in un’operazione repressiva condotta da polizia e guardia di finanza sotto la regia del governo Meloni e del ministro Piantedosi. (...) In Italia chi raccoglie fondi per Gaza viene arrestato, chi commercia armi, chi sostiene politicamente e logisticamente il massacro in corso continua a godere di piena impunità. Questa non è giustizia, è repressione politica".
Immediate anche ai tempi le reazioni politiche: "Qui non si sta discutendo del diritto di esprimere un’opinione, ma della responsabilità che deriva dal servire una comunità nelle istituzioni. Rivendicare solidarietà politica verso una persona arrestata per accuse di questa gravità, arrivando a presentarla come vittima, è un atteggiamento incompatibile con qualsiasi incarico pubblico", tuonava il coordinatore provinciale per Vicenza di Fratelli d’Italia, Silvio Giovine.
Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale di AVS a Thiene (Vicenza), pubblica “Siamo tutti Youssef Siher”, riferendosi all’uomo di origini marocchine fermato e indagato per istigazione a delinquere, violenza organizzata e terrorismo, ritenuto la mente del Movimento 17 ottobre. Dopo le violenze e le devastazioni di Milano, anziché stare dalla parte dei cittadini, dei commercianti e delle Forze dell’Ordine, c’è chi esprime solidarietà a chi è accusato di aver alimentato il caos. Una vergogna per chi rappresenta le istituzioni. DIMISSIONI!
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 26, 2026