Arriva dopo alcune ore la risposta di Giorgia Meloni ai sindaci di centrosinistra che domenica hanno chiesto un incontro sul carovita. Ed è una risposta molto chiara: la premier dice "ok all'incontro ma con tutti i sindaci, non solo di una parte politica". Poche battute per ripulire il campo da qualsiasi tentazione di strumentalizzazione.
"Considero utile un confronto con i Sindaci in occasione della legge di bilancio - scrive la premier al presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, Gaetano Manfredi sindaco di Napoli -. I Comuni sono il luogo in cui i problemi si vedono per primi e in cui i servizi si erogano concretamente: sui prezzi, sui trasporti, sui servizi sociali, il punto di vista di chi amministra una città è un contributo e non un adempimento. Non comprendo, però, la formulazione della richiesta. Lei, come Presidente dell'ANCI, sa meglio di me che una sede per questo confronto esiste e non va creata: la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, che riunisce il Governo, i Presidenti di ANCI, UPI e UNCEM e quattordici Sindaci designati dall'ANCI, cinque dei quali in rappresentanza delle grandi città. E sa bene che quella Conferenza si riunisce almeno ogni tre mesi e, oltre a ciò, ogni volta che la convocazione sia richiesta dal Presidente dell'ANCI, ossia da Lei".
La lettera dei sindaci era stata firmata, tra gli altri, da Beppe Sala (Milano), Silvia Salis (Genova), Matteo Lepore (Bologna), tutti esponenti progressisti. "Per questo - sottolinea Meloni - non capisco il senso della polemica che ha accompagnato la richiesta. Se ciò che si vuole è un confronto istituzionale, bastava chiederlo nella sede che la legge assegna a questo scopo, e la richiesta avrebbe trovato il Governo disponibile come lo trova oggi. E c'è una ragione più sostanziale per la quale credo che quella sia la sede giusta. Tanto io quanto Lei abbiamo una responsabilità, se si tratta di un confronto istituzionale: coinvolgere tutti i Sindaci. Il costo dell'energia, degli affitti e dei trasporti non è diverso a seconda di chi amministra una città: pesa allo stesso modo sulle famiglie di un capoluogo e su quelle di un piccolo comune di montagna, e sui cittadini di comuni governati da ogni schieramento".
"Una richiesta firmata dai Sindaci di una sola parte politica - osserva poi la premier - non rappresenta quella platea; la Conferenza, e gli organismi dell'ANCI che Lei presiede, la rappresentano per intero. E' una responsabilità che riguarda il mio ruolo quanto il Suo. Lo stesso vale per la situazione specifica delle Città metropolitane dopo le manifestazioni di queste settimane, che comprendo essere il motivo di urgenza che ha spinto alcuni dei firmatari. Anche in questo caso, Lei sa che quelle realtà sono già rappresentate: i Sindaci delle Città metropolitane fanno parte di diritto del Comitato Direttivo dell'ANCI, e all'interno dell'Associazione esiste un Coordinamento delle Città Metropolitane, con un proprio Coordinatore che siede nell'Ufficio di Presidenza e partecipa di diritto ai lavori del Comitato Direttivo e del Consiglio Nazionale. Se il tema è l'ordine pubblico nelle grandi città, quel Coordinamento è l'interlocutore naturale del Ministero dell'Interno, e lo sarà con la massima attenzione. Ribadisco dunque la disponibilità del Governo a un confronto istituzionale, convocando questo organismo. E, se lo ritenete, al netto del Ministro Piantedosi che normalmente mi rappresenta al tavolo, sono disponibile a partecipare personalmente, insieme al Ministro Giorgetti, trattandosi di dibattito che coinvolge anche il tema della manovra di bilancio".
Conclude Meloni: "Le chiedo di confermarmi l'interesse a questo confronto. Atteso che, al di là delle dichiarazioni stampa, a me non è arrivata alcuna richiesta formale di incontro. Voi scrivete che le città sono pronte a fare la propria parte. Il Governo lo è altrettanto. Facciamolo nella sede dove sono presenti tutti i Sindaci e tutte le città sono rappresentate".