Mentre Elly Schlein e Giuseppe Conte sono inchiodati - anche se nessuno dei due lo vorrebbe - nel dibattito su primarie e leadership, Alleanza Verdi e Sinistra si occupa delle bollette. O almeno ci prova. Ed è un piccolo, ma chiaro, cambio di strategia: se finora i partner più di sinistra del centrosinistra - e quelli che fin qui sono maggiormente cresciuti - hanno svolto il ruolo di “caschi blu” della coalizione, cercando di smorzare le polemiche e di incitare a costruire la coalizione, ora basta. Vanno avanti. Non solo sui temi di politica estera. Ma anche su quelli economici. Perché, come si ripete spesso da queste parti, «se andiamo al governo, dobbiamo cambiare le cose, se no cosa ci andiamo a fare?». C’è poi un altro motivo, dietro questo protagonismo di Avs: la scelta della segretaria del Pd di prestare un senatore a Rifondazione comunista per aiutarli a presentarsi alle elezioni politiche senza dover raccogliere una enormità di firme, apre a una competizione anche alla sinistra della sinistra. Non a caso ieri Angelo Bonelli non è stato tenero con Maurizio Acerbo, a proposito delle sue parole su Hamas: «Inneggiare ad Hamas è una cosa da idioti, punto. Lo metto nero su bianco». Senza contare Potere al Popolo, altra sigla che si presenterà alle Politiche.
Fatto sta che ieri Avs ha presentato la “bolletta sociale”, ovvero una serie di proposte per aiutare famiglie e imprese a far fronte all’aumento di luce e gas. Nel dettaglio, si tratta di tre misure: un credito energetico in kilowattora destinato a chi ha un Isee dai 30mila euro in giù (in sostanza a seconda dell’Isee e dei componenti della famiglia si ha diritto a uno sconto in bolletta), uno scudo anti-ciclico (ossia uno sconto automatico se il prezzo supera del 25% la media) per proteggere dall’aumento dell’energia chi ha un Isee sotto i 45mila euro e, infine, la possibilità per famiglie ma anche piccole imprese di noleggiare a prezzo ridotto addebitato in bolletta (anche questo in modo progressivo) delle pompe di calore. Non è la prima proposta economica. Prima, sempre Avs aveva proposto un pacchetto di misure fiscali, tra cui la “tassa sui super-ricchi”: un’imposta progressiva per chi ha redditi netti sopra i 5,4 milioni di euro. Una misura su cui sia il Pd, sia il M5S sono molto tiepidi. Ma, come ha detto Bonelli, «servono scelte coraggiose». Se poi queste proposte non venissero accolte nel programma comune, ha detto Nicola Fratoianni, «non è che scompaiono, le porteremo come nostre in un eventuale governo». Unitari sì, succubi no.
Intanto, almeno a parole, tutti hanno fretta di costruire l’alleanza e scrivere il programma. «Confido», ha detto ieri Conte, «che tutti, responsabilmente, ci si metta intorno a un tavolo, si definisca un programma e si trovi presto un candidato che possa rappresentare la coalizione». Il primo incontro tra i leader dovrebbe essere venerdì mattina, ma di ufficiale non c’è ancora niente. Resta da capire, poi, quando fare le primarie e con che regole (a quanti turni, chi può candidarsi). «Non oltre il primo febbraio», ha detto ieri Bonelli. Anche perché la campagna elettorale è già iniziata. Bastava ascoltare ieri Conte: «Perché votare me? Io credo che gli elettori mi conoscano, durante la pandemia abbiamo tenuto i nervi saldi e salvaguardato il Paese».




