"Se è vero che sono meno presente sulle reti televisive, forse è anche vero perché qualcuno ha pensato di farci un po' oscurare da certa carta stampata e da certe trasmissioni. Hanno visto che sparare a palle incatenate contro Futuro Nazionale non aveva fatto altro che aumentare i nostri consensi. Adesso hanno cambiato strategia, non ne parlano più e mettono in giro questi sondaggi farlocchi secondo cui saremmo in decrescita": Roberto Vannacci, leader di Fn, lo ha detto ai microfoni di Radio Cusano durante la trasmissione Battitori Liberi.
Secondo il generale, quindi, i sondaggi verrebbero "fatti per manipolare l'opinione pubblica e non per rappresentare una realtà", e ha rivendicato la crescita del partito: "Il numero di iscritti continua ad aumentare. Abbiamo festeggiato qualche giorno fa i 160.000 iscritti al partito. Siamo già a 161.400 oggi a distanza di pochi giorni". A proposito del rapporto con Matteo Salvini e della questione dell'appoggio all'Ucraina, invece, ha precisato: "Io quando sono stato rappresentante della Lega in Unione Europea abbiamo sempre votato contro. Abbiamo votato contro il sostegno incondizionato all'Ucraina e abbiamo votato contro il Rearm Europe. Peccato, e questa è stata una delle motivazioni che mi ha portato poi a prendere la decisione di abbandonare quel partito, che poi quando si trattava di votare i pacchetti di aiuto e di armamento nazionale all'Ucraina alla fine la Lega ha sempre votato per".
Sondaggio Bidimedia, vola FdI e crollano M5s e Avs: Vannacci sempre più nel baratro
Eccoci a un nuovo appuntamento con il sondaggio di Bidimedia, che ha effettuato la media di tutte le rilevazioni della s...E infine: "Io mi auguro comunque che la Lega ritorni su queste posizioni e sia coerente anche in Parlamento" perché "questa guerra ormai è insostenibile e la strategia di supporto incondizionato che l'Europa ha intrapreso negli ultimi anni non ha portato a nessun risultato tangibile. Nessuno vuole la resa dell'Ucraina, ma io continuo a dire che una brutta pace è sicuramente meglio di una brutta guerra".




