E' "preoccupante la circolazione di immagini false" del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, "diffuse anche da esponenti dell'opposizione. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione". Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene con una nota nel caso imbarazzante della foto (fake) condivisa sui social dal presidente del Partito democratico, Stefano Bonaccini, che ritrae il ministro degli Esteri Antonio Tajani con indosso un cappellino Maga e lo slogan "Make America great again", simbolo del trumpismo.
Per la cronaca, Bonaccini ha poi pensato bene di rimuovere il post senza nemmeno una parola di scusa a Tajani e Forza Italia. Quando si dice che la toppa è peggiore del buco. Quello di Bonaccini è solo l'ultimo dei casi di uso distorto di contenuti multimediali con protagonisti i leader politici. Una vicenda che ha riportato al centro del dibattito pubblico un tema insidioso: l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per violare identità, dignità e reputazione delle persone attraverso video audio o immagini manipolate ad arte. In passato nel mirino dell'Ia è caduta più volte la stessa Meloni: soprattutto nel maggio scorso sono circolate on line diverse immagini della premier e foto generate con l'Ia (tra cui contenuti sessualizzati e falsi video istituzionali, come un finto rifiuto di strette di mano o reazioni in contesti internazionali), che hanno costretto la presidente di Fratelli d'Italia a correre ai ripari depositando a ottobre il timbro della sua voce come marchio sonoro presso l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale.
Mel0ni ha registrato un breve audio di 4 secondi con la frase "Io sono Giorgia Meloni", così da poter rimuovere più rapidamente contenuti multimediali clonati o manipolati, soprattutto in vista della prossima campagna elettorale. Di recente, a fine ottobre, un'altra foto, pubblicata dalla Cgil per festeggiare il trionfo del presidente Lula alle elezioni contro Bolsonaro jr in Brasile, è diventata un caso. Nello scatto postato sui social, infatti, si vedeva il segretario generale Maurizio Landini stringere la mano al leader sudamericano, senza nessuno attorno. Peccato che nella foto originale, scattata quando i due si incontrarono nel febbraio 2020, in occasione della visita di Lula al Papa e allo stesso sindacato, compariva proprio la ex segretaria Susanna Camusso, letteralmente "sbianchettata" per l'occasione. "E' stato un errore tecnico, sfuggito al controllo finale prima della pubblicazione", ha spiegato il sindacato rosso. Una giustificazione che non ha convinto la diretta interessata, attuale senatrice dem: "Non è stato certo un incidente. Quando si cancella una persona da una foto lo si fa in maniera deliberata e ben ponderata. Per questo ritengo sia meglio seppellire sotto un 'no comment' questa pessima vicenda".
Altri episodi di manipolazione tramite Ia, anche questi collegati alla disinformazione, sono gli audio clonati (ad esempio, quello del ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel febbraio 2025) e le immagini alterate per colpire esponenti politici, se non veri e proprio video denigratori utilizzati come forma di violenza digitale e di genere contro le donne impegnate nelle istituzioni. Basti pensare alla bufera mediatica scatenata da Roberto Vannacci, che nel settembre scorso ha rilanciato una foto fake della deputata forzista Matilde Siracusano. La sottosegretaria con i Rapporti con il Parlamento si è vista pubblicare una immagine 'ritoccata' che la ritraeva con una scollatura ben più profonda di quella dello scatto originale circolato spesso on line.




