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Prevenire l'emicrania, erenumab
funziona dove altri hanno fallito

I pazienti trattati con il farmaco di Novartis hanno presentato, rispetto ai pazienti trattati con placebo, una maggiore riduzione dei giorni mensili di emicrania e un più evidente miglioramento nelle attività quotidiane

24 Ottobre 2018

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Prevenire l'emicrania, erenumabfunziona dove altri hanno fallito

Ottime notizie per le numerosissime persone che soffrono quotidianamente di mal di testa: sono stati appena pubblicati su Lancet i dati completi dello studio LIBERTY, condotto con erenumab in pazienti con emicrania episodica che hanno provato e fallito da due a quattro precedenti trattamenti preventivi. I pazienti trattati con erenumab hanno presentato un miglioramento significativo in tutti gli endpoint primari e secondari dello studio. Erenumab è stato specificamente sviluppato per prevenire l’emicrania, mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP-R), il quale svolge un ruolo critico nella malattia. “Questi risultati forniscono un’autentica speranza ai pazienti che da anni convivono con il dolore e la disabilità dell’emicrania mentre passano ripetutamente da un’opzione terapeutica all’altra, a causa della mancanza di efficacia o dell’insorgenza di effetti indesiderati intollerabili - ha affermato il professor Uwe Reuter, managing medical director presso la Charité Universitäts medizin - Nei soggetti caratterizzati dai più elevati bisogni medici insoddisfatti, questi risultati dimostrano l’efficacia di erenumab non solo nel ridurre il numero di giorni di emicrania, ma anche nel consentire ai pazienti di riprendere possesso della loro vita quotidiana”.

I dati dello studio LIBERTY dimostrano che, rispetto al placebo, dal basale all’ultimo mese di terapia (settimane 9-12):

• L’endpoint primario ha dimostrato che i pazienti trattati con erenumab hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50 per cento o più del numero di giorni di emicrania (30 vs 14 per cento; odds ratio 2,7; p = 0,002)

• I pazienti trattati con erenumab hanno presentato, in quasi il triplo dei casi, una riduzione di almeno il 75 per cento dei giorni di emicrania (12 vs 4 per cento; odds ratio 3,2; p = 0,025, endpoint secondario)

• Il 6 per cento dei pazienti trattati con erenumab è risultato completamente libero da episodi di emicrania (numero di giorni di emicrania ridotto del 100 per cento), rispetto a nessun paziente (0 per cento) con placebo (endpoint secondario)

• I pazienti trattati con erenumab hanno riscontrato una sostanziale riduzione del numero di giorni mensili di emicrania (MMD, monthly migraine days) (1,8 MMD in meno vs 0,2; p = 0,004; endpoint secondario)

• I pazienti nel braccio erenumab hanno sperimentato riduzioni significative del numero di giorni mensili di utilizzo dei farmaci per il trattamento acuto dell’emicrania (riduzione di 1,3 giorni vs aumento di 0,5; p <0,001; endpoint secondario)

• Nel complesso, la tollerabilità e la sicurezza di erenumab sono state simili a quelle del placebo, in linea con i risultati ottenuti durante l’intero programma di sperimentazione clinica, condotto su oltre 3 mila pazienti.

“I rivoluzionari dati di LIBERTY confermano erenumab come un’opzione terapeutica preventiva sicura ed efficace per i pazienti di tutto lo spettro dell’emicrania, compresi quelli che soffrono di forme particolarmente difficili da trattare - ha dichiarato Danny Bar-Zohar, global head of Neuroscience Development presso Novartis Pharmaceuticals - Questi pazienti meritano un’opzione di trattamento preventivo che permetta loro di essere maggiormente presenti sul lavoro, a casa e con gli amici. Con erenumab stiamo aprendo una nuova strada, mentre ridisegniamo la cura di questi pazienti emicranici che finora non sono riusciti a trovare terapie preventive efficaci”. Il recente studio 'My Migraine Voice' ha dimostrato che i pazienti con precedente fallimento terapeutico hanno maggiore compromissione della produttività al lavoro rispetto a quelli che non avevano precedentemente fallito alcun trattamento. Inoltre, una percentuale maggiore di questi pazienti ha segnalato un impatto negativo sulla propria vita sociale e personale. Nel corso dello studio LIBERTY, nell’ambito di un ulteriore endpoint secondario, i pazienti trattati con erenumab hanno riportato un miglioramento significativamente maggiore in tutti gli outcome valutati, inclusa la capacità di portare a termine le attività quotidiane, come svolgere le incombenze domestiche e alzarsi dal letto, rispetto al placebo (scala delle attività quotidiane Migraine Physical Function Impact Diary [Mpfid], differenza di 3,5 punti, p = 0,003, scala delle attività quotidiane, differenza di 3,9 punti, p <0,001). Erenumab è stato approvato nello spazio economico europeo, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Svizzera, negli Emirati Arabi Uniti e a Singapore.

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