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CAPITANI D’AZIENDA

UcbPharma. una storia di valore
e di innovazione da oltre 90 anni

Un’azienda impegnata nella ricerca, sviluppo e produzione di soluzioni biofarmaceutiche con l’ambizione di trasformare la vita delle persone che vivono con gravi patologie neurologiche e immunologiche

12 Luglio 2019

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Pasquale Impesi

Pasquale Impesi

L’occasione per tracciare l’identikit diUCB Pharma, azienda biotecnologica belga, presente con 7.500 dipendenti in 40 Paesi nel mondo, con un fatturato di 4,6 miliardi di euro a livello globale nel 2018, che ha sviluppato in passato farmaci ancora oggi di riferimento sul mercato farmaceutico – tra tutti il levetiracetam per il trattamento dell’epilessia e la cetirizina, per la cura della rinite allergica è stata l’elezione avvenuta pochi giorni fa delCEO Jean-Christophe Tellier a nuovo Presidente della Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (EFPIA). UCB è presente in Italia, nella sede di Milano, con 102 dipendenti. Nel panorama nazionale, UCB si caratterizza, tra le altre cose, per la sua attenzione e i suoi investimenti sulle persone che lavorano nell’organizzazione, tanto a livello di formazione quanto di iniziative a vantaggio di un adeguato work-life balance. Grazie al continuo investimento di risorse ed energie, l’azienda gestisce oggi un portfolio di farmaci ad elevata innovatività per il trattamento di malattie neurologiche e immunologiche e per combattere la fragilità ossea. Farmaci innovativi che nascono dall’attività di Ricerca e Sviluppo condotta nei due centri di ricerca d’avanguardia, uno a Braine-l’Alleud in Belgio e il secondo a Slough nel Regno Unito, e anche il frutto di forti partnership nell’ambito della ricerca clinica con altre aziende biotech e Università di primo piano a livello internazionale.

“Siamo riconosciuti per il nostro know-how all’avanguardia nell’ambito del trattamento dell’epilessia; l’impegno e i grandi investimenti fatti negli anni ci hanno consentito di crescere e diversificarci anche in altre aree terapeutiche, quali l’immunologia, con la scoperta e lo sviluppo di farmaci biotecnologicamente avanzati, in grado di cambiare la vita delle persone che convivono con gravi patologie – commenta Pasquale Impesi, amministratore delegato di UCB Pharma – Per farlo abbiamo investito in Ricerca & Sviluppo il 25 per cento del nostro fatturato globale e nei prossimi 6 anni saremo impegnati nel lancio di 5 nuovi farmaci, oltre all’ingresso nella terapia genica quale nuova piattaforma tecnologica”.Oltre 2 milioni di pazienti oggi beneficiano delle soluzioni farmacologiche di UCB nel mondo. Nella pipeline di prodotti ci sono diverse molecole in fase di studio e tutte rappresentano soluzioni terapeutiche innovative a beneficio di persone che, a causa della malattia, vivono ancora grandi disagi, se non, in alcuni casi, un vero e proprio stigma sociale. È questo il caso delle persone con epilessia, in particolare quelle che vengono definite ‘farmaco resistenti’, per le quali UCB sta sviluppando soluzioni innovative che possano massimizzare efficacia e tollerabilità.

Nell’ambito delle malattie reumatiche e dermatologiche di origine autoimmune, UCB mette a disposizione il certolizumab pegol, un anticorpo monoclonale anti-TNF α indicato per il trattamento di artrite reumatoide, spondiloartrite assiale, artrite psoriasica e psoriasi a placche. In particolare, questo farmaco presenta peculiari caratteristiche importanti per una specifica popolazione di pazienti: le donne in età fertile. È, ad esempio, l'unico anti-TNF α per il quale esistano studi specifici condotti su donne in gravidanza. Questi studi hanno documentato un trasferimento placentare nullo o minimo, sia prima che durante la gravidanza. UCB ha inoltre recentemente adottando un nuovo modello organizzativo che favorisce l’interazione tra tutte le figure coinvolte nel sistema salute, a vantaggio della capacità di fornire soluzioni efficaci e tempestive e garantendo maggiore prossimità agli interlocutori.“UCB ha come suo primo obiettivo la creazione di valore per i pazienti, non solo attraverso la capacità di offrire terapie avanzate ed efficaci, ma anche per l’innovatività del suo modello organizzativo, in grado di facilitare il flusso della comunicazione, i processi e la gestione della cura a livello locale, coinvolgendo specialisti e operatori del settore sanitario – continua Impesi – Abbiamo quindi creato una figura professionale, l’Ecosystem Lead, nuova nel mercato del lavoro. È un leader che agisce a livello locale con un approccio multifunzionale, in grado di relazionarsi con tutte le figure che operano nel sistema salute nello specifico contesto geografico di sua competenza”.

UCB vuole contribuire a promuovere la conoscenza delle diverse patologie, ridurne l’impatto sociale e contribuire ad istituire un dialogo consapevole e partecipativo tra i pazienti e tutti gli interlocutori, istituzionali e non.A tal fine, ad esempio, ha creato SiCura, un servizio che risponde in modo concreto alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie: rivolto a chi è già in terapia per epilessia e malattia di Parkinson con farmaci UCB, SiCura mira a garantire la costante reperibilità dei trattamenti. Grazie al numero verde gratuito, il servizio ricerca per il paziente la farmacia più vicina con immediata disponibilità di prodotto, garantendo una soluzione entro sessanta minuti. Inoltre UCB crede nel valore della formazione e informazione del paziente e per questo supporta diverse iniziative come, ad esempio, #anchiomamma - www.anchiomamma.it - la prima campagna digital di informazione su malattie reumatiche e pianificazione familiare, promossa dall’Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus (ANMAR) e dall’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMAR) e Patient Advocacy Lab – promossa da ALTEMS Cattolica, finalizzato a potenziare le competenze e la capacità di azione di coloro che lavorano a supporto dei pazienti. (FABRIZIA MASELLI)

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