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Safer the internet day, perché "Tik Tok" supera la visita medica: "Stimola la creatività"

Davide Locano
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Ci deve preoccupare il fatto che i più giovani, ragazzi dai 7 a 17 anni siano appassionati di TikTok? La risposta è no. Lo spiega il dottor David Martinelli, psichiatra esperto di dipendenza da internet del Policlinco Gemelli di Roma, che affronta il fenomeno della dipendenza digitale nel corso Fad di Consulcesi Club dal titolo “Internet & Adolescenti: dal cyberbullismo alla web-dipendenza”. Secondo l’esperto, TikTok - il social che sta spopolando con oltre 500 milioni di utenti attivi nel mondo - stimola creatività, velocità e dinamismo tra i propri utenti. Il successo dell’app cinese è dovuto alle sue caratteristiche chiare e semplici per la realizzazione di video dalla breve durata (dai 15 ai 60 secondi) accompagnati da musica, effetti sonori e filtri. I risultati sono: balletti, mini-sketch comici e parodie musicali in playback. “Osservate i vostri figli o partecipate attivamente a realizzare un video su TikTok con una base musicale, – consiglia Martinelli – capite cosa attrae del social i vostri figli e imparate a conoscere i loro gusti e le loro attitudini. Uno dei metodi per evitare che i ragazzi diventino dipendenti da internet è eludere la solitudine e il senso di isolamento e accorciare le distanze tra la figura genitoriale e i figli, facendo un passo verso il loro mondo”. A sorpresa quindi TikTok “aumenta la creatività e i riflessi”, ma attenti all’abuso. Un adolescente su cinque ha un rapporto problematico con il web, secondo una ricerca della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli – Università Cattolica del Sacro Cuore. Il problema è serio e non va sottovalutato, ma affrontato con un mindset diverso, senza pregiudizi. Secondo lo psichiatra, è sbagliato l’approccio negazionista e giudicante, assunto da molti professionisti ed educatori, nei confronti di quella che è una vera e propria digital revolution, ormai parte integrante del nostro presente e che condiziona ogni aspetto della nostra vita dall’economia alla salute. “Contrastare o addirittura negare l’uso dei social negli adolescenti e preadolescenti è inutile, se non addirittura controproducente. – afferma lo psichiatra David Martinelli. – Partendo dal concetto che per valutare un fenomeno bisogna conoscerlo e non demonizzarlo, occorre prepararsi seriamente e informarsi in maniera approfondita sull’uso di internet”. Anche i genitori devono essere preparati a gestire la rivoluzione digitale, essere capaci di fornire regole chiare ai ragazzi, approcciando i nuovi social in maniera non pregiudiziale e giudicante. Una volta ripristinato il rapporto fiduciario con i ragazzi, arriva il momento di insegnargli a coltivare le relazioni interpersonali, valorizzare il tempo libero, diversificando le attività. Una proposta che funziona, secondo l’esperto, è trascorre un intero giorno offline. L’idea di aderire con tutta la famiglia a un intero giorno senza internet era arrivata anche dal cast del film “Sconnessi” nella presentazione della nostra proposta al Ministero con l’idea di istituire uno #Sconnessiday. «La metodologia dei Film Formazione, lanciata in occasione della pandemia Ebola, - spiega il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorella – è tra le più scelte dai professionisti della sanità per aggiornare le proprie competenze. In particolare, patologie legate a tematiche di grande rilievo sociale e mediatico che generano vere e proprie psicosi collettive, come l’attuale caso del Coronavirus, possono sfruttare la forza comunicativa e narrativa della cinematografia».

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